Carlo Verdelli nuovo direttore de La Repubblica. Calabresi lascia dopo tre anni

Carlo Verdelli è il nuovo direttore de "La Repubblica". Lo ha nominato oggi il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Editoriale Gedi, che ha espresso il proprio ringraziamento al direttore uscente Mario Calabresi "per l'impegno profuso nel corso del suo mandato, in un contesto di mercato senz'altro difficile e sfidante".

Una grande responsabilità per il sessantaduenne giornalista milanese, che sarà il quarto responsabile del giornale fondato nel gennaio del 1976 dopo Eugenio Scalfari, Ezio Mauro e, appunto, Mario Calabresi che l'ha diretto negli ultimi tre anni.

Carlo Verdelli assume la direzione forte di una solida esperienza in ruoli di vertice in testate e realtà editoriali di rilievo, in cui si è distinto per capacità di direzione e talento innovativo. Il Consiglio di Amministrazione ha formulato a Carlo Verdelli i migliori auguri di buon lavoro e di successo. Un'operazione che gli è già riuscita alla guida di Vanity Fair, dopo che il debutto italiano del settimanale aveva avuto risultati molto deludenti. Verdelli ne assume la direzione nel 2004 e lo trasforma in un ibrido tra un newsmagazine e un femminile occupando lo spazio ceduto dai settimanali tradizionali in crisi come l'Espresso e Panorama. Risultato che gli vale anni dopo un ruolo manageriale di vice presidente esecutivo presso l'editore Condé Nast deve arriva dopo aver diretto la Gazzetta dello Sport, dove pure aveva aggiunto un approccio più ampiamente giornalistico, creando per la prima volta delle pagine di notizie non sportive nell'ultima parte del giornale.

Nel 2015 Antonio Campo Dall’Orto, appena nominato direttore generale Rai, gli propone la direzione editoriale dell’offerta informativa. Per Verdelli, partito con grandi progetti di cambiamenti, è forse l'esperienza professionale più negativa dovendo misurarsi con la diffidenza e ostilità di più di mille giornalisti, con una azienda molto conservatrice che davanti alle sue proposte, ad esempio quella di spostare il Tg2 a Milano o il disegno per la digitalizzazione dell’informazione, ha alzato barricate. Fino allo scontro finale proprio sui ritardi sull'online con polemiche infuocate da parte del Cda aziendale, sindacati dei giornalisti e politica. Di fronte alle quali all'inizio del 2017 Verdelli saluta tutti e lascia il cosiddetto servizio pubblico.

Ora la nuova avventura alla direzione di Repubblica, anticipata ieri dal direttore uscente Mario Calabresi che aveva annunciato per primo la scelta dell’azienda di sostituirlo.

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