Gedi, al via la rivoluzione di Elkan. Molinari nuovo direttore di Repubblica, Giannini a La Stampa

La rivoluzione attesa in casa Gedi è arrivata. Decisivo è stato il Cda del gruppo dello scorso 23 Aprile che ha decretato i cambi al vertice dello stesso Consiglio di amministrazione e delle direzioni dei due principali quotidiani del gruppo: la Repubblica e La Stampa.

Cambiamenti attesi da quando lo scorso 2 dicembre era stato annunciata la cessione del gruppo editoriale dalla Cir di De Benedetti alla Exor della famiglia Elkan. Accordo che si è perfezionato lo stesso 23 Aprile e che prevede la cessione da parte di Cir del 43,78% del capitale di Gedi a Giano Holding, una società interamente detenuta da Exor costituita ad hoc per l'operazione. Il prezzo pattuito si conferma in 0,46 euro per azione, che corrisponde a un ammontare complessivo di 102,4 milioni.

Sicuramente meno "previste" sono le tempistiche con cui sono arrivati gli avvicendamenti: in piena emergenza Coronavirus e con il direttore uscente di Repubblica, Carlo Verdelli da poco finito sotto scorta per una campagna di minacce anonime contro di lui.

Verdelli, infatti, è stato sostituito da Maurizio Molinari, attuale direttore de La Stampa, alla direzione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Alla Stampa, arriva, Massimo Giannini che assumerà la direzione del quotidiano piemontese e dei giornali locali.

Il nuovo presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo GEDI sarà John Elkann e come amministratore delegato è stato nominato Maurizio Scanavino, da dicembre 2019 direttore generale. Confermati nel ruolo di consiglieri Marco De Benedetti, Carlo Perrone e Giacaranda Caracciolo.

Infine, Mattia Feltri, giornalista de La Stampa per cui cura la rubrica quotidiana Buongiorno, è stato nominato direttore di HuffPost.

Le tempistiche di questi cambi al vertice non sono piaciute al Cdr di Repubblica che le ha definite "imbarazzanti" ed ha subito disposto uno sciopero per il 24 Aprile. "Cari lettori - si legge in un comunicato dei rappresentanti dei giornalisti -, Repubblica non sarà in edicola venerdì 24 aprile, giorno in cui anche il sito internet sarà fermo, a seguito dello sciopero deciso a larghissima maggioranza dai suoi giornalisti dopo la decisione del Cda del Gruppo Gedi di sostituire il direttore Carlo Verdelli come primo atto della nuova compagine proprietaria nelgiorno del suo insediamento".

"L'iniziativa dei giornalisti di Repubblica - specifica il Cdr nella nota - non vuol essere un atto ostile nei confronti del nuovo direttore Maurizio Molinari, al quale sin da ora la redazione offre la propria collaborazione con lo stesso impegno, la dedizione e lo spirito di sacrificio che hanno accompagnato tutte le precedenti direzioni di questo giornale. Ciò nonostante, la Redazione non può non rilevare come la scelta dell'editore cada in un momento mai visto prima per il Paese e per tutto il pianeta, aggrediti da una pandemia che sta seminando dolore e morte e sta chiamando tutti noi a uno sforzo straordinario".

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