Caos Metro. Farina vende a Paola Garagozzo, ma i giornalisti sono pronti ad acquisirlo

Metro cambia editore. Ora è ufficiale. Come anticipato nei giorni scorsi Mario Farina ha confermato di non essere più l’editore del quotidiano free-press: come aveva annunciato al Cdr del quotidiano il 14 maggio, ha ceduto il 100% della società editrice, New Media Enterprise, alla AlterAdvert, società romana di proprietà di Paola Garagozzo, anche amministratore unico.

Un passaggio di mano che lascia molti dubbi al comitato di redazione. In particolar modo le perplessità sono rivolte alla solidità del gruppo acquirente. “Non avendo avuto risposte soddisfacenti da Farina sul nuovo editore, abbiamo provato da soli a capire chi sia”, spiega Sergio Rizza del Cdr.

“Dalla visura della Camera di commercio di Roma, la AlterAdvert risulta essere all’80% di Paola Garagozzo e al 20% della società Muga, a sua volta interamente di sua proprietà. Muga ha la stessa sede legale di un’altra società di cui Garagozzo è amministratore unico: la Acs, controllata all’80% da Salvatore Puzzo. Una nostra vecchia conoscenza: nel 2009 Puzzo aveva rilevato l’80% di Metro, in società con Mario Farina al 20%, nella srl New Media Enterprise cedendo dopo pochi mesi la sua quota a Farina. Queste informazioni non possono che confermare i nostri timori sull'indeterminatezza del futuro di Metro”.

La situazione al momento è questa. Il Cdr il 15 maggio aveva chiesto a Farina di sospendere la vendita in vista di una controfferta da parte di una cooperativa dei giornalisti. Farina si era detto favorevole ad accogliere la proposta, confermando però che il 18 maggio l'atto di cessione sarebbe comunque stato sottoscritto e l'acquirente era disponibile a riconoscere alla cooperativa il diritto di acquisto delle quote, da esercitare non oltre il 2 giugno. Cosa poi confermata al Cdr dalla stessa Paola Garagozzo, che ha precisato come a richiederlo espressamente fosse stato Mario Farina come condizione per la cessione di New Media Enterprise.

“Quello che non capiamo è la ragione di questo passaggio: se è davvero così interessata a Metro perché è disposta a rivenderlo?”, ribadiscono i giornalisti, assistiti dalla Fnsi nella fase che dovrebbe portare alla controfferta.

Un destino che si prospetta pieno di ombre per quello che, al di la di tutto, resta di uno dei giornali più diffusi del Paese: nonostante pesanti tagli nella distribuzione nell'ultimo anno, infatti, a febbraio era distribuito in 100mila copie, come certificato da Ads. Qualche schiarita si potrebbe avere già oggi nell'incontro previsto tra il Cdr di Metro e Paola Garagozzo.

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