Cipro, editore freddato sotto casa

antis-hadjicostis.jpgCipro è sotto shock per l'omicidio di Antis Hadjicostis, direttore generale del più importante gruppo editoriale dell'isola mediterranea, “Dias”. Un assassinio efferato e inaspettato avvenuto l'altro ieri sera (12 gennaio) a  Nicosia. Hadjicostis è stato ucciso a bruciapelo mentre stava scendendo dalla sua auto, proprio davanti alla sua abitazione. A ferirlo mortalmente due pallottole partite da un fucile a canne mozze, che lo hanno colpito al petto e alla schiena. Il tutto è ancora più incredibile se si pensa che l'agguato è avvenuto a poche centinaia di metri dalle ambasciate americana, russa e egiziana che si trovano nella zona e sono sorvegliate notte e giorno da guardie armate. Secondo alcuni testimoni a sparare sarebbe stato un uomo col volto coperto da un casco da motociclista che, subito dopo aver sparato, è fuggito a bordo di una moto di grossa cilindrata guidata da un complice. Secondo la polizia il delitto è opera di professionisti e al momento le indagini sono rivolte verso due piste: una “finanziaria” e una “politica”. Il gruppo Dias, fondato dal padre della vittima, Costis Hadjicostis, comprende la rete televisiva privata “Sigma”, il quotidiano “Simerini”, diversi settimanali e la radio “Proto”. Tra i possibili moventi dell'omicidio la presa di posizione del gruppo editoriale,  nel 2004, in favore del “no” al referendum che proponeva l'approvazione di un piano, dell'allora segretario generale dell'Onu Kofi Annan, per la riunificazione dell'isola. Il delitto ha provocato sconcerto all'interno dell'azienda e tra le istituzioni. Il presidente cipriota, Demetris Christofias, impegnato in intensi colloqui con il leader turco-cipriota, Ahmet Ali Talat per la riunificazione di Cipro, divisa dal 1974, ha definito l'omicidio un crimine “mostruoso”. Anche la televisione del gruppo editoriale, “Sigma”, ha definito l'accaduto un “crimine senza precedenti”. In effetti a Cipro non si ricordano gravi aggressioni ai danni di esponenti del mondo dell'informazione. Negli ultimi 35 anni da segnalare solo tre gravi fatti di sangue.
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