"dialoghi". Torna il Festival del giornalismo e della conoscenza itinerante

20 siti, 9 Comuni interessati (di cui uno austriaco) 16 conferenze, 12 libri da presentare, 10 spettacoli, vari eventi musicali e letture, 120 ospiti provenienti da tutta l’Italia. Questi i numeri della quarta edizione di "dialoghi" Festival itinerante del giornalismo e della conoscenza, promosso e organizzato dall'Associazione Culturaglobale.

"Dialoghi" nasce dalla volontà di dare importanza e priorità alla cultura, “motore” della crescita non solo tecnologica ed economica, ma soprattutto psicologica e sociale di un popolo. Un progetto che nasce per avvicinare il pubblico alla comprensione del mondo nella sua complessità, con un'attenzione particolare ai mutamenti, alle sensibilità e alla creatività dell'uomo.

Tanti appuntamenti, conferenze e incontri che, con piglio indagatore e attento, danno spazio a scambi di idee fra relatori e pubblico, ma anche a forme espressive diverse e a volte curiose. Un’attenzione particolare viene posta al mondo dell’informazione con i suoi mezzi e i suoi cambiamenti, dalla carta stampata alla tv, dalla radio al web. Un’informazione che cambia velocemente con nuovi mezzi e tecnologie, che spesso appare eccessiva, ma probabilmente non è tale se intesa libera da ogni costrizione e rispettosa delle persone e dei fatti. Attenzione puntata sul sempre più difficile “mestiere” del giornalista, una professione fondamentale di ricerca e divulgazione, a servizio del cittadino e a garanzia del rispetto dell’articolo 21 della Costituzione Italiana; un lavoro che spesso deve fare i conti con condizioni che ne rendono problematico lo svolgimento: dalle denunce alle censure o vincoli posti dalle stesse testate, fino alle minacce di ritorsione e di morte.

“dialoghi” è confronto ampio e aperto con testimonianze scritte, orali e filmate; inchieste e analisi; pensieri e libri di giornalisti, studiosi e scrittori; è approfondimento, con un’analisi delle vicende attuali e passate fra cui migrazioni, cambiamenti climatici, guerre, ma anche presentazione di proposte costruttive per migliorare lo stato delle cose; è un percorso lungo, ma deciso, che porterà a sviluppare argomenti e idee, non necessariamente atte a dare risposte, piuttosto a creare dubbi e domande, ‘mancanze’ indispensabili per acquisire nuove conoscenze.

La prima fase del programma di questa edizione si svilupperà fra l’ultimo weekend di maggio e gli ultimi due fine settimana di giugno e coinvolgerà nuovamente (l’anno scorso, la prima esperienza) gli studenti del Polo Liceale di Gorizia, con l’alternanza scuola-lavoro che permetterà ai ragazzi di conoscere da vicino i professionisti del settore culturale, artistico e della ricerca.

Fra settembre e ottobre è prevista una seconda fase della rassegna, rivolta in particolare agli studenti. È prevista la presentazione di 6 libri, proiezioni di film e una sezione denominata “Cantieri Aperti” proprio all'interno delle scuole. I ragazzi coinvolti saranno circa 600 e alcuni di loro avranno la possibilità di vestire i panni di moderatori degli incontri.

Torna anche quest’anno con “dialoghi” il Premio Giovani Giornalisti “Giulio Regeni”, istituito quattro anni fa per dare nuovi stimoli a coloro che amano scrivere e che da grandi vorrebbero diventare giornalisti; un concorso gratuito, rivolto a partecipanti di età compresa tra i 16 anni e i 26 anni compiuti all’atto dell’iscrizione. Quest’anno, gli articoli - arrivati da tutte le parti d’Italia - hanno visto un aumento esponenziale, arrivando a quota 143. Afferma Renzo Furlano, direttore artistico del Festival: "guardo alla Cultura come agente di cittadinanza, come una casa accessibile a tutti. Ci sono 2 necessità che la Società dovrebbe soddisfare al Cittadino: quella della pancia e della mente, gratuitamente, quale diritto e dovere. Il benessere del corpo, la salubrità dell'ambiente in cui l'uomo vive, un mondo sostenibile, dove tutti hanno le stesse possibilità di accesso agli elementi indispensabili alla vita, gli stessi diritti e doveri. L’unica economia della nostra nazione è la Cultura, e a questa dovremmo dare priorità, rispetto all’economia stessa. Cultura può benissimo generare economia, affermare di fare cultura per generare economia è completamente sbagliato…”

Quest’anno, a disposizione del pubblico, un’applicazione che permette di avere sotto mano tutti gli eventi in programma e la mappa dei luoghi che li ospiteranno: https://2205980.igenapps.com

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