Concorso Rai. Prime indicazioni sulle sedi disponibili. Ma c'è già un ricorso

Arrivano i primi particolari sul nuovo concorso indetto dalla Rai per l'assunzione di 90 giornalisti su base regionale. Il bando ufficiale sarà pubblicato a breve ma per ora è filtrato il numero delle sedi regionali che saranno interessate dalla selezione: saranno 16 e non saranno disponibili posti in Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Toscana e Veneto.

Sui 90 posti disponibili ben 53 sono al Sud, 28 al Nord e 9 al Centro. Dei 53 al Sud, 10 giornalisti saranno destinati in Basilicata, 10 in Calabria, 7 in Campania, 7 in Molise, 7 in Puglia, 5 in Sardegna, 5 in Sicilia, 2 in Abruzzo. Dei 23 al Nord, invece, 9 andranno a lavorare in Valle d’Aosta, 5 in Liguria, 5 nella redazione in lingua italiana di Bolzano, 4 a Trento, 3 nella redazione in lingua italiana del Friuli Venezia Giulia e 2 in Piemonte. I 9 assunti al Centro saranno suddivisi in 5 nelle Marche e 4 in Umbria.

Il concorso, sebbene preveda graduatorie regionali, non avrà vincoli di partecipazione legati alla residenza, pertanto i candidati dovranno scegliere soltanto la sede per la quale intendono concorrere. Condizione, questa, che sarebbe stata consigliata dall'ufficio legale della Rai, secondo il quale indire concorsi riservati soltanto ai residenti avrebbe potuto presentare elementi di incostituzionalità.

A quanto filtra dagli ambienti Rai, i vincoli che saranno inseriti nel contratto dovrebbero assicurare la tv pubblica contro il fenomeno dei moltissimi trasferimenti, finora registrate in numerose regioni, vincolando alle sedi i vincitori del concorso.

Oltre al concorso l'accordo appena presentato tra l'azienda e i sindacati Usigrai e Fnsi porterà a quello che è stato definito il "giusto contratto", ovvero la regolarizzazione di 250 professionisti che già svolgono attività giornalistica all'interno dell'azienda a cui finora non è stato riconosciuto il contratto giornalistico.

Un accordo, dice il segretario dell'Usigrai, Vittorio Di Trapani, "in cui l'ad Fabrizio Salini ha accettato la sfida" e che "speriamo segni un esempio per tutti". Il concorso, spiega ancora Di Trapani scendendo nei dettagli, sposa "l'obiettivo della trasformazione multimediale dell'azienda" e "sarà su base regionale" secondo necessità; saranno escluse le sedi di Lazio, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna e Veneto".

L'iter per il "giusto contratto" ai 250 professionisti, prenderà il via "con un bando pubblicato a cavallo dell'estate" e una selezione in cui verranno tenuti in conto curriculum, professionalità e anzianità del lavoro già svolto. I primi 125 della graduatoria finale "verranno assunti" o passeranno a contratto giornalistico "nella stagione produttiva 2020-2021. Altri 125 in quella 2021-2022".

Il presidente della Federazione della stampa Giuseppe Giulietti ha aggiunto che si tratta di "un accordo che fa onore all'azienda, che risponde all'Articolo 21 della Costituzione, alle direttive della Vigilanza e al contratto di servizio. Ora, accanto al piano industriale, la Rai presenti anche il piano editoriale".

Non tutti, però, sono soddisfatti dell'accordo tra Rai e sindacati. Gli oltre 100 giornalisti risultati idonei nell'ultimo concorso del 2015, riuniti nel "Comitato per l'informazione pubblica, assistiti dall’avvocato Vincenzo Iacovino, hanno presentato un ricorso al giudice del lavoro. "Abbiamo depositato un ricorso davanti al giudice del lavoro contro il nuovo concorso deliberato dalla Rai, in quanto vìola la legge - si legge in una nota diffusa dal comitato. "Il nostro ricorso - continua il comitato - è il primo passo, perché chiederemo conto alla Rai e personalmente ai responsabili, non solo dal punto di vista civile e penale ma anche contabile".

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