La Repubblica, nuove minacce a Scalfari e redazione. La procura indaga

Lettere anonime, allarmi bomba e diverse minacce stanno tempestando nell'ultimo periodo alla redazione de "La Repubblica" ed il suo fondatore Eugenio Scalfari.

La vicenda inizia lo scorso 15 gennaio quando nella sede di Roma era scattato, dopo una telefonata anonima, un allarme bomba rivelatosi poi falso.
La scorsa domenica, un nuovo capitolo della vicenda, con quattro lettere recapitate all'ufficio di smistamento posta della redazione, poi consegnate alla segreteria di direzione. Tre mittenti tedeschi e uno del Regno Unito, tutti palesemente falsi, inviate attraverso il servizio di posta nazionale.

La prima busta conteneva una scatoletta con della polvere marrone in una bustina blu e un biglietto che invitava a collegarsi a un sito di vendite online, risultato pericoloso. La busta proveniente dall'Inghilterra conteneva un biglietto di auguri natalizi e della polvere bianca.

Lunedì è arrivata, poi, l'ennesima lettera stavolta diretta ad Eugenio Scalfari, inviata da un ufficio postale francese, che è stata consegnata direttamente a mano. Il mittente è una società in stato di liquidazione giudiziaria da giugno. Mercoledì scorso l'ultima lettera, proveniente da Amburgo.

Su tutto questo sta indagando la procura di Roma. Il fascicolo, in cui si ipotizza il reato di minacce e procurato allarme, è coordinato dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco. Le indagini sono state affidate alla Digos.

Intanto attestati di solidarietà sono arrivati diversi esponenti del mondo politico e delle istituzioni. Tra gli altri hanno espresso la propria vicinanza ai giornalisti di Repubblica, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, il segretario del Pd Nicola Zingaretti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Andrea Martella, ed il senatore Primo Di Nicola del Movimento 5 Stelle che ha postato sui social un suo intervento nell'aula del Senato in cui sollecita un "richiamo unitario a tutela della libertà di stampa".

A fianco della redazione di Repubblica anche la Federazione nazionale della Stampa. Il segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti hanno chiesto alle istituzioni "di mettere chi fa informazione nelle condizioni di lavorare serenamente e di individuare i responsabili di azioni vili e indegne".

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