Prestito Fca. Cdr di Repubblica contro la linea editoriale: "Vigileremo su autonomia e indipendenza"

Acque sempre più agitate a Repubblica, in quella che sta diventando sempre di più una guerra aperta tra il neo direttore Molinari e una parte della redazione.

Dopo lo sciopero per la sostituzione di Carlo Verdelli appena messo sotto scorta per le reiterate minacce ricevute, e le polemiche per il premio istituito da Molinari al giornalista della settimana, ora arriva il caso del prestito di 6,3 miliardi di euro, con garanzie statali, richiesto da Fca. La vicenda ha creato non poco imbarazzo in una parte della redazione che ha notato un evidente conflitto di interessi tra il nuovo azionista di maggioranza, la Exor di John Elkan, ed il modo in cui è stato trattato l'argomento.

Ancor più imbarazzo ha creato ai giornalisti, la richiesta di Molinari di non pubblicare sul quotidiano un comunicato in cui il comitato di redazione faceva notare la particolare "benevolenza" con cui il giornale ha trattato la vicenza sulle sue pagine, domenica scorsa. In due diversi articoli pubblicati su "Rep", il prestito Sace a Fca viene dipinto come un aiuto al lavoro in Italia e un impulso a migliaia di imprese.

La cosa non è piaciuta al Cdr che ha ritenuto la "copertura dell’evento squilibrata a favore dell'azienda controllata dal principale azionista del giornale, la Exor di John Elkann".

L'assemblea dei giornalisti, seguita al rifiuto di pubblicare il comunicato del Cdr, ha portato ad una presa di posizione netta della rappresentanza sindacale interna al quotidiano, anche se per ora le paventate dimissioni dell'intero Cdr sono scongiurate.

"I giornalisti di Repubblica - si legge nel comunicato diffuso al termine dell'assemblea -, riuniti in assemblea a seguito dei servizi pubblicati sul caso Fca, ritengono che occorra la massima cautela e un surplus di attenzione quando si trattano argomenti che incrociano gli interessi economici dell’azionista".

"Il patto che il nostro giornale ha stretto 44 anni fa con i suoi lettori - prosegue la nota del Cdr - è quello dichiarato dal fondatore Eugenio Scalfari nel suo primo editoriale del 1976: Repubblica è un giornale indipendente ma non neutrale. Che significa libero da qualsiasi influenza che non sia garantire una informazione di qualità, autonomo nella lettura di ciò che accade in Italia e nel mondo, con una precisa collocazione politica. Valori in cui la Redazione si riconosce ancora oggi e che continuerà a difendere da qualsivoglia ingerenza, interna ed esterna. L'assemblea respinge infine gli attacchi, spesso interessati, che tentano di attribuire al giornale, in questa nuova fase, manovre politiche di parte, legate agli interessi dell'editore, e respinge il tentativo di accreditare uno snaturamento dell'identità democratica e progressista della testata. Per queste ragioni l’assemblea dei giornalisti si impegna a vigilare sull'autonomia e l'indipendenza di Repubblica".

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