Gad Lerner passa al Fatto. "A Repubblica monarchia assoluta"

"Colto sul Fatto! Fino a venerdì scorso l’idea di scrivere su questo giornale mi appariva remota. Ma certe decisioni si prendono in fretta, dall'una e dall'altra parte, di fronte all'evidenza di uno scenario che cambia nell'offerta di quel bene prezioso che è l’informazione. E allora, benché sussistano divergenze profonde su politica giudiziaria, carceri, immigrazione, ringrazio dell'invito ricevuto dopo le mie dimissioni da Repubblica e provo a motivare quella che considero una scelta obbligata. Ma assai stimolante".

Gad Lerner si affida ad un incipit ironico per il suo articolo d’esordio su "Il Fatto Quotidiano", dopo l’addio polemico dei giorni scorsi a "la Repubblica".

"Comincerei dalla differenza che passa fra una monarchia costituzionale e una monarchia assoluta", aggiunge Lerner, parlando del suo ormai ex editore. "La risposta – spiega Lerner – è giunta il 23 aprile scorso col licenziamento senza preavviso di Carlo Verdelli, allorquando Exor assumeva la gestione operativa di Repubblica".

"Qui da noi Exor ha optato per la monarchia assoluta". "Non rinnego certo i leali rapporti intrattenuti con gli azionisti dei giornali in cui ho lavorato – gli Agnelli e i De Benedetti, senza dimenticare la Telecom con cui partecipai alla fondazione di La7 – senza dover rinnegare le mie idee e i miei legami esistenziali con la sinistra. Tra parentesi, sappiano i denigratori che il Rolex d'acciaio ero già riuscito a comprarmelo prima, nel 1992, quando stavo nella Rai3 di Guglielmi. Proprio su questo giornale, poco più di un anno fa, mi sono preso la briga di fare i conti con l'ansia di legittimazione che sospinse la sinistra, chiamata per la prima volta al governo del Paese, a instaurare rapporti subalterni con il capitalismo italiano, sottovalutandone i vizi. L'effetto indesiderato fu la rinuncia a tutelare efficacemente gli interessi delle classi subalterne. Oggi, nella recessione provocata dalla pandemia del Covid-19, il tema sta riproponendosi drammaticamente. Anche all'interno del Pd. Basti pensare alle oscillazioni sul prestito agevolato a Fca e sulla concessione di Atlantia", sottolinea Lerner.

"Non occorre essere né rivoluzionari né anticapitalisti per rendersi conto che alla ricostruzione del Paese non basterà solo l’erogazione di risorse pubbliche. Serviranno soluzioni inedite, dal mutualismo a un ruolo di garanzia dello Stato e dei lavoratori nella proprietà delle imprese in difficoltà, da nuove politiche fiscali a forme di condivisione degli utili. Anche per questo sarò contento di lavorare in un giornale senza padroni", conclude Lerner. (Fonte: Adnkronos)

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