Sole 24 Ore. Giornalisti in sciopero contro la cassa-Covid

Oggi il sito del Sole 24 Ore non sarà aggiornato e domani il quotidiano non sarà in edicola. E' quanto rende noto il Cdr del quotidiano in una nota in cui spiega che l’assemblea dei giornalisti del Sole "considera, infatti, la richiesta presentata dall'azienda nella giornata di ieri di un taglio del 25% della retribuzione attraverso il ricorso alla cassa Covid inaccettabile sul piano sindacale e inapplicabile su quello organizzativo".

"L'utilizzo di un ammortizzatore, qualsiasi esso sia, ma questo in particolare, del tutto privo di sostenibilità sul piano giuridico in assenza di un accordo sindacale, e oltretutto pari a cinque volte quello tuttora in vigore, è decisione che – si legge nella nota – si qualifica da sé a fronte del lavoro di una redazione che in pochi giorni, in larga parte con mezzi propri e nell'inerzia dell'azienda, si è messa nelle condizioni di lavorare da remoto, assicurando ogni giorno e per tutta la durata dell'emergenza l'uscita del giornale e
un'informazione digitale tempestiva e competente".

"La produzione garantita dalla redazione non è certo diminuita, come presuppone la richiesta di cassa Covid, semmai è aumentata in misura importante. I risultati si sono visti, sia con la crescita delle vendite in edicola sia con cifre record di lettori digitali". Ma, prosegue la nota, "la richiesta è a tutta evidenza anche inapplicabile sul piano organizzativo". E "la necessità di immediato aggiustamento del conto economico" costituisce "una forzatura che la redazione, nel segno di un rispetto per la qualità del prodotto che altri evidentemente ignorano, non può che respingere. E che continuerà a respingere con ogni mezzo nelle prossime settimane" conclude le nota.

La presa di posizione dei giornalisti del Sole 24 Ore segue quella simile presa la scorsa settimana dai colleghi dei periodici di Rcs. Anche in questo caso l'assemblea dei redattori aveva ritenuto "la cassa Covid un ammortizzatore sociale inaccettabile in quanto previsto in caso di limitazione delle attività, limitazione che non ha avuto luogo nei Periodici Rcs" aveva scritto in un comunicato l'assemblea.

"L'assemblea - avevano scritto ancora i giornalisti dei periodici Rcs - conferma invece la disponibilità a un'intesa nei termini concordati martedì 9 giugno tra il CdR e l'azienda, per un contratto di solidarietà dal 15 giugno al 31 dicembre 2020 con una percentuale di base del 12,7%, senza possibilità di trattative su misure ulteriori di riduzione della retribuzione e dell'orario di lavoro".

Anche i giornalisti di Rcs avevano sottolineato come "in questi mesi di emergenza" abbiano "dimostrato il loro impegno accettando di lavorare a distanza, spesso in condizioni difficili, pur di salvaguardare la qualità delle proprie testate e la regolarità delle pubblicazioni. La disponibilità dei giornalisti a un contratto di solidarietà – che si affianca al pesante piano di smaltimento delle ferie in corso – è quindi un segno di responsabilità nei confronti delle difficoltà economiche che il gruppo dichiara di attraversare, in particolare sul fronte della raccolta pubblicitaria".

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