Dl Semplificazione. I giornalisti senza Pec rischiano la sospensione dall'albo

Giro di vite nel dl Semplificazione per i professionisti che non si dotano di una Pec. II giornalisti professionisti e pubblicisti, così come gli iscritti a tutti gli altri ordini professionali, debbono disporre, per obbligo di legge (art.16 DL 185/2008 convertito con legge 2/2009), di un casella di Posta Certificata. La norma, però, è spesso disattesa e molti professionisti non si sono ancora adeguati nonostante la Pec sia obbligatoria da più di 10 anni.

Il decreto semplificazione appena varato dal Governo interviene su questo obbligo introducendo una nuova sanzione nei confronti dei professionisti inadempienti: prima l'obbligo di diffida ad adempiere, entro trenta giorni, e poi la sanzione della sospensione dal relativo albo fino alla comunicazione del domicilio digitale.

La nuova norma sulla posta certificata rientra nei provvedimenti volti a favorire la digitalizzazione della pubblica amministrazione, così come delle imprese e dei privati.

Così nel Capo IV del decreto, dedicato alle misure per l’innovazione, l’art. 29 introduce "le disposizioni volte a favorire l’utilizzo della posta elettronica certificata (pec) nei rapporti tra Amministrazione, imprese e professionisti".

Modificando il comma 7 bis dell'art. 16 del dl n. 185/2008 la nuova norma specifica che "Il professionista che non comunica il proprio domicilio digitale all'albo o elenco di cui al comma 7 è obbligatoriamente soggetto a diffida ad adempiere, entro trenta giorni, da parte del Collegio o Ordine di appartenenza. In caso di mancata ottemperanza alla diffida, il Collegio o Ordine di appartenenza commina la sanzione della sospensione dal relativo albo o elenco fino alla comunicazione dello stesso domicilio”.

"L'omessa pubblicazione dell'elenco riservato previsto dal comma 7 – si legge ancora -, il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche amministrazioni i dati previsti dal medesimo comma, ovvero la reiterata inadempienza dell'obbligo di comunicare all'indice di cui all'articolo 6-bis del decreto-legislativo 7 marzo 2005, n. 82 l’elenco dei domicili digitali e il loro aggiornamento a norma dell’articolo 6 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 19 marzo 2013, costituiscono motivo di scioglimento e di commissariamento del collegio o dell'Ordine inadempiente a opera del Ministero vigilante sui medesimi".

L'articolo 29 introduce anche il concetto di "domicilio digitale" che cambia anche il contenuto dell'obbligo per i professionisti: se prima dovevano comunicare al proprio ordine un indirizzo Pec personale, ora dovranno comunicare il proprio domicilio digitale, in sostanza, un indirizzo elettronico certificato inserito nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) e reso disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi.

Inoltre, il DL Semplificazioni amplia, con l'art.18, la platea dei lavoratori che possono ottenere il domicilio digitale. Lo potranno fare anche i professionisti non iscritti ad albi o a ordini professionali.

Per i giornalisti iscritti all'albo, dunque, si prospetta una nuova incombenza a cui fare attenzione pena la sospensione dall'Ordine.

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