Regione toscana. Tolto il contratto Fnsi-Fieg ai giornalisti

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato la legge che toglie il contratto Fieg-Fnsi ai giornalisti dell'Agenzia di informazione della Giunta regionale e dell'Ufficio stampa del Consiglio.

I giornalisti saranno ora inquadrati con il contratto del "giornalista del pubblico impiego". Un cambiamento obbligato, ha spiegato l'assessore regionale al bilancio della regione Toscana, Vittorio Bugli, illustrando il testo. Il nuovo inquadramento, infatti, va a modificare la legge 43 del 2006 alla luce delle nuove disposizioni nazionali che nel 2018 hanno introdotto la figura del giornalista pubblico.

La nuova legge regionale "Inquadramento del personale giornalista assunto a tempo indeterminato" è stata approvata a maggioranza dal Consiglio regionale.

Bugli ha specificato che "la Corte dei conti ha rilevato la presenza di questo vizio per cui noi abbiamo ancora il personale inquadrato con il contratto dei giornalisti, per questo abbiamo deciso di intervenire con una norma transitoria che intanto ci metta a posto dal punto di vista giuridico".

La nuova legge appena approvata prevede che al personale sia attribuito un assegno ad personam "per la remunerazione delle differenze retributive con il trattamento economico più favorevole attualmente in godimento e col mantenimento della parità del relativo trattamento retributivo".

Su questo punto ha promesso di vigilare il sindacato dei giornalisti della toscana. Il presidente Sandro Bennucci e tutti gli organismi dirigenti dell'Associazione Stampa Toscana, insieme al Cdr dell'Agenzia della Giunta e alla fiduciaria dell'Ufficio stampa del Consiglio, "vigileranno affinché vengano mantenuti tutti i trattamenti in godimento da parte dei colleghi, secondo l'impegno assunto dall'Amministrazione", spiega una nota dell'Assostampa.

"Ast – prosegue il sindacato regionale –, che volle fortemente nel 2006 la legge che introduceva il contratto Fieg-Fnsi, e che l'ha difesa fino in fondo, è stata informata solo la scorsa settimana dei passi che la Regione Toscana e la maggioranza politica che la governa intendevano percorrere. Insieme al Cdr dell'Agenzia della Giunta e alla fiduciaria del Consiglio, Ast ha ricevuto un'informativa, chiedendo precise garanzie sull'applicazione delle norme di salvaguardia nazionale che tutelano, appunto, il trattamento in godimento. Ma la partita non finisce qui".

La legge regionale stabilisce infatti il termine di centoventi giorni per definire in modo compiuto il passaggio al comparto del pubblico impiego con le dovute salvaguardie per chi fino ad oggi era inquadrato con il contratto giornalistico. "E in questi 120 giorni – incalza l'Assostampa – Ast, assieme al Cdr dell'Agenzia della Giunta e alla fiduciaria del Consiglio, con l'assistenza tecnica della Fnsi, controllerà affinché le rassicurazioni ricevute si traducano in atti concreti e s'impegnerà a difendere tutti gli istituti e le previsioni contrattuali del Cnlg fino ad oggi garantiti, che devono intendersi pienamente in essere nelle more del passaggio al nuovo contratto".

Ast, inoltre, "auspica che possano essere trovate soluzioni, anche nazionali, per mitigare il rischio di sterilizzazione degli stipendi futuri dei giornalisti già assunti e, in sede di rinnovo di contratto, la definizione di specifiche indennità legate al lavoro dei giornalisti. La nuova legge, in ogni caso, ribadisce che nell'Agenzia della Giunta regionale e nell'Ufficio stampa del Consiglio potrà lavorare solo chi è iscritto all'albo dei giornalisti, così come giornalista (un professionista, ma laureato) dovrà essere il direttore. Non basta: come in occasione delle elezioni regionali di 5 anni fa, Ast chiederà ai candidati presidenti di firmare un protocollo sulla comunicazione e l'informazione in Toscana, dove siano ben descritte – conclude l'Assostampa – anche le garanzie per i colleghi che lavorano per la Giunta e il Consiglio".

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