Caso Toni-De Palo. Fico incontra i familiari a 40 anni dalla scomparsa

Esattamente 40 anni fa scomparivano a Beirut i due giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo in circostanze che tutt'oggi restano avvolte dal mistero. Per ricordarli il presidente della Camera, Roberto Fico, ha incontrato a Montecitorio i familiari dei due cronisti.

"Questo incontro era doveroso per ricordare i due giornalisti uccisi a 40 anni dalla loro morte", ha dichiarato Fico al termine dell'incontro. "Abbiamo ribadito il nostro impegno per dare giustizia e un po' di serenità alle loro famiglie che ringrazio. Lo Stato e la Repubblica devono essere sempre vicino a queste famiglie che patiscono tragedie simili. Rinnovo l'impegno e la vicinanza perché si mettano insieme i tasselli e si faccia giustizia".

Italo Toni, originario di Sassoferrato (Ancona) aveva 50 anni, Graziella De Palo, sua compagna di vita e di lavoro, aveva 24 anni. Erano andati in Libano per documentare le condizioni di vita dei profughi palestinesi e la situazione politico militare in quella zona. Secondo alcuni indagavano segretamente su un traffico di armi tra Italia e Libano.

A dicembre 2019, su pressione dei familiari, la Procura di Roma ha riaperto le indagini per sviluppare le dichiarazioni di un nuovo testimone (di cui non è stato pubblicato il nome) secondo il quale Graziella De Palo raccoglieva informazioni anche sulla Strage alla stazione di Bologna, compiuta esattamente un mese prima della sua scomparsa.

Secondo il fratello di Graziella, Giancarlo De Palo - ricorda Ossigeno per l'informazione, osservatorio sui cronisti minacciati e le notizie oscurate in Italia con la violenza - la giornalista seguiva una "pista libanese".

Ma i veri motivi del viaggio in Libano dei due freelance restano avvolti nel mistero. Le uniche certezze di questa vicenda, ricorderà Andrea Purgatori sul Corriere della Sera 20 anni dopo, sono un telegramma da Damasco il giorno prima della scomparsa firmato Graziella: «Au revoir», arrivederci. A questo si aggiunge che la mattina del 2 settembre all'hotel Triumph dove Toni e De Palo alloggiavano passò a prelevarli un'auto anche se nessuno sa da chi fosse stata inviata, ne dove fossero diretti. Si sa che il giorno prima i due giornalisti si erano recati all'ambasciata e incontrando due consiglieri, forse l’Ambasciatore e anche Corrado Cantatore capitano dell'Unifil, avessero espresso la loro preoccupazione: "Se tra tre giorni non siamo rientrati in albergo, date l’allarme".

All'incontro con il presidente Fico era presente anche una delegazione della Federazione nazionale della Stampa italiana composta dal presidente Giuseppe Giulietti e dall'avvocato Giulio Vasaturo.

"I familiari hanno ribadito al presidente Fico l'accorata richiesta affinché vengano messi a disposizione dell'autorità giudiziaria e dei legali tutti i documenti tuttora conservati nell'archivio dell'Aise riguardanti le attività in merito alla vicenda del capocentro Sismi in Libano dell’epoca, colonnello Stefano Giovannone", ha dichiarato Vasaturo.

Richiesta che gli avvocati dei familiari e l’avvocato della Fnsi hanno già avanzato, ricevendo ancora lo scorso giugno l'ennesimo diniego da parte del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in ordine alla richiesta di accesso agli atti dei servizi segreti, di cui i legali hanno chiesto il sequestro da parte dell’autorità giudiziaria.

"È inaccettabile – afferma il presidente Giulietti – che a 40 anni di distanza il governo ponga ancora il segreto rispetto ad attività e a depistaggi di Stato. I familiari dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo attendono giustizia e verità da quattro decenni. Da quattro decenni non hanno neanche un posto dove poter piangere i loro congiunti. Il sindacato dei giornalisti continuerà a battersi per fare piena luce su ciò che è accaduto".

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