Acque agitate a La7 e a Rainews 24

piroso.jpgMentre alla televisione di Telecom Italia Media si vive il “caso Piroso”, dal canale all news della Rai il Cdr lancia una provocazione all'azienda: “Spegneteci e trasferiteci tutti”. L'agitazione in casa La7 è legata al direttore della testata giornalistica, Antonello Piroso e alla sua decisione di non mandare in onda, il 16 novembre scorso, il servizio “La Trattativa”, un'inchiesta su Marcello Dell'Utri condotta dalla giornalista Silvia Resta, nell'ambito del programma “Reality” del TgLa7. Sulla vicenda l'Associazione stampa romana ha tenuto una conferenza stampa in cui sono intervenuti molti dirigenti sindacali e dell'Ordine dei giornalisti, oltre a tanti giornalisti. “La libertà di informazione e l'autonomia dei giornalisti sono beni indisponibili, che stanno alla base del corretto funzionamento di qualsiasi redazione e devono essere la pietra angolare sulla quale si basa anche il rapporto fra i direttori e le loro redazioni”. È questo il messaggio fondamentale che si è voluto dare alla conferenza stampa. “Se non interpretato correttamente - ha spiegato il segretario di Stampa Romana Paolo Butturini - l'articolo 6 del contratto di lavoro si può prestare a inaccettabili censure. L'enorme potere che la norma conferisce al direttore, va letto alla luce del paragrafo che stabilisce come quelle facoltà non possano essere in contrasto con le norme che regolano la professione. Quello che è successo a La 7 che definirei senza mezzi termini un esempio di censura - ha detto Morabito - non è certo un caso da parte del direttore Piroso, visto che è lo stesso che è andato in onda il giorno che i suoi colleghi giornalisti scioperavano”. “Credere che quel che è accaduto a La7, insieme alle altre censure che quotidianamente accadono nelle redazioni, siano casi isolati sarebbe un grande errore - ha commentato Giuseppe Giulietti dell'associazione Articolo 21 -. È evidente che c'è un disegno dietro l'oscuramento dei fatti che lega gli editoriali di Minzolini contro Ingroia e la manifestazione del 3 ottobre, alle iniziative censorie di Piroso. Mi accontenterei che i fatti veri venissero riportati ogni due giorni, anche solo dopo i pasti, perchè oggi spesso non vanno in onda affatto”. Presente alla conferenza Adalberto Baldini, del Cdr di La7, che ha rievocato la concatenazione dei fatti che ha portato alla cancellazione dell'inchiesta di Silvia Resta. Accuse ai vertici aziendali arrivano anche dal Cdr di Rainews 24. Da mesi – scrive il comitato del canale di informazione in una nota - la redazione di Rainews24 chiede risposte sul futuro della testata, sulla strategia, la missione editoriale, gli investimenti. Da mesi, le richieste cadono nel vuoto”. “Al contrario – continua il comunicato del Cdr - le uniche decisioni prese rischiano di penalizzare fortemente le capacità di crescita della testata nel momento decisivo del passaggio al digitale terrestre: tagli a un budget già esiguo, carenza di mezzi di produzione e spazi di lavoro, retrocessione sulla nuova piattaforma dal canale 16 al canale 42”. Parole pesanti contro i vertici di Viale Mazzini, accusati di non ritenere Rainews24 una priorità, a fronte di ottimi risultati editoriali raggiunti. “Di fronte a tale miopia – concludono dal Cdr - non resta che chiedere la spegnimento del canale e il conseguente trasferimento dei giornalisti in altre testate. Su questi temi il comitato di redazione ha chiesto un incontro al Consiglio di amministrazione della Rai e ai responsabili per l’informazione di tutti i partiti politici”.
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