Palermo, l'Inpgi chiede 1,5 mln per l'ufficio stampa

inpgi_logo.jpgOra il Comune di Palermo rischia grosso. Dopo aver bandito un concorso per l'assunzione di giornalisti per il ruolo di ufficio stampa del Comune ed averlo bloccato quando era già stato effettuato, arriva la richiesta di danni da parte dell'Inpgi, l'istituto di previdenza dei giornalisti italiani: oltre un milione e mezzo di euro di risarcimento per i mancati contributi. La somma da capogiro, dovrà essere versata dal Comune nelle casse dell'istituto se la posizione dei giornalisti vincitori del concorso non verrà stabilizzata. A dare la notizia della richiesta milionaria sono stati il vicesegretario della Fnsi Luigi Ronsisvalle, il segretario regionale dell’Associazione della stampa Siciliana, Alberto Cicero e il segretario provinciale Assostampa Palermo, Roberto Ginex. La sanzione nei confronti del capoluogo siciliano è arrivata dopo un'ispezione attuata dalla stessa Inpgi, in cui si era accertato il rapporto di lavoro dipendente dei giornalisti dell'ufficio stampa. Il Comune aveva presentato ricorso al giudice del Lavoro ma questo è stato rigettato mentre sono state accolte in pieno le tesi dell'Istituto di previdenza. “È inconcepibile – ha affermato Ronsisvalle - che il Comune e la sua burocrazia decidano impunemente un tale sperpero di denaro pubblico, negando di fatto il diritto al lavoro ai colleghi vincitori di un concorso regolarmente bandito e già espletato. A questo punto diamo per scontato un puntuale intervento della magistratura contabile che in questi mesi si è già dimostrata tanto attenta e scrupolosa nell’indagare sui rapporti di lavoro e sull’applicazione del contratto di lavoro per i giornalisti impegnati negli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni siciliane”. “Mentre sta per essere avviata la procedura civile dinnanzi al giudice del Lavoro per il riconoscimento della natura di lavoro giornalistico subordinato per i giornalisti dell’ufficio stampa del Comune, così come accertato dagli ispettori dell’Inpgi, abbiamo già dato mandato ai legali del sindacato – ha aggiunto Cicero - di valutare l’eventualità di un esposto alla Procura della Repubblica per accertare la sussistenza di illeciti di natura anche penale che potrebbero essere stati consumati in una vicenda che presenta troppi punti oscuri”. E lo stesso Istituto di previdenza dei giornalisti lancia un grido di allarme in difesa di molti altri giornalisti che si trovano in situazioni del tutto simili a quelle dei colleghi palermitani: i Co.Co.Co. La preoccupazione espressa all'unanimità dal Consiglio generale dell'Inpgi, è dovuta alla “mancata approvazione da parte dei ministeri vigilanti della delibera del Consiglio di amministrazione, datata 29 gennaio 2009, in materia di stabilizzazione dei collaboratori coordinati e continuativi”. “Tale delibera, - si legge in una nota dell'Istituto - che discende dall'applicazione del Protocollo sul welfare, sottoscritto due anni fa dall'allora ministro Damiano, dall'Inpgi, dalla Fnsi e dalla Fieg, riveste un ruolo ancor più rilevante nel momento della grave crisi che attraversa il mondo editoriale italiano. La possibilità di prevedere l'assunzione, a tempo determinato o indeterminato, di giornalisti collaboratori, vedendo azzerati eventuali sanzioni, interessi e contributi pregressi rilevati in sede ispettiva, interessa una platea potenziale che sfiora le mille unità”. “Appare urgente e necessario - sottolinea ancora il Consiglio generale - veder approvata una deliberazione che discende da una norma generale di legge volta a tutelate e stabilizzare il lavoro parasubordinato”.
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