Iran, repressione e censure in azione

ahmadinejad.jpgIran: ancora censure. Reporters sans frontières (Rsf) e la Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) denunciano l’atteggiamento repressivo delle autorità in Iran. Dalle elezioni di giugno, ormai sei mesi fa, la tensione non è mai calata. Non solo minacce, detenzioni e condanne sono all’ordine del giorno, ma in occasione delle proteste in programma per la giornata nazionale degli studenti il governo ha addirittura giocato di anticipo. Dai primi giorni di dicembre, infatti, sono scattati arresti preventivi di blogger e attivisti particolarmente noti tra i più giovani, Internet è stato talmente rallentato da non consentire neanche di caricare le homepage di Google e Yahoo, le reti telefoniche sono state rese inutilizzabili, i quotidiani sono stati minacciati e, infine, ai giornalisti stranieri in Iran è stato sospeso l’accredito per 72 ore, in modo che non fosse per loro possibile coprire la manifestazione. Si è cercato di minare la possibilità che i protestanti riuscissero ad organizzarsi, nel tentativo di stroncare sul nascere le proteste. “È la prima volta – evidenzia Rsf – che misure censorie su tutte le tipologie di media vengono adottate con così tanto anticipo, diversi giorni prima di una manifestazione, con lo scopo di ostacolare i tentativi dell’opposizione di radunare i propri sostenitori utilizzando i mezzi di comunicazione. Il pretesto del mantenimento dell’ordine non può essere usato per giustificare un tale rafforzamento della censura. Rappresenta una seria violazione del diritto all’informazione per gli Iraniani e per la comunità internazionale”.
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