Il Papa striglia il mondo dell'informazione

ratzinger.jpgIl mondo dell'informazione riflette sulle parole del Papa, pronunciate martedì scorso a piazza di Spagna a Roma durante l'abituale cerimonia di venerazione a Maria. Un monito duro contro  i mass media, favorito probabilmente dagli attacchi de “La Padania” contro il Cardinal Tettamanzi, reo di essere troppo indulgente con i musulmani. “Ogni giorno – queste le parole di Benedetto XVI - attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula”. Una strigliata che non ammette repliche, ma che il giorno dopo, a freddo, è stata un po' ammorbidita dal Sir, il Servizio informazione religiosa. In un comunicato l'organismo pontificio ha precisato che nel discorso di Benedetto XVI non c’era “nessun anatema, nessuna censura. Piuttosto un appello (implicito) alla responsabilità, alla consapevolezza, all’educazione”. Un incitamento a chi fa informazione a trattare anche “good news” e non solo “bad news”.   “La bella notizia serve – scrive il Sir - Non è buonismo o moralismo di maniera: la comunicazione ha le sue leggi tecniche”. “È un appello alla realtà – continua il comunicato -  Ed è questa in fondo la caratteristica del cristiano nella moderna città, nel vortice di tanti meccanismi disumanizzanti, in un grande frullatore che rende tutto precario, frammentario”. “Ritorna - sottolinea ancora la nota - l’appello che Benedetto XVI ha ripetuto in diversi contesti, a tenere conto, nel mondo di oggi, per muoversi nella società di oggi, non solo dell’ecologia ambientale, ma anche di quella umana. È la certezza serena, da vivere quotidianamente, conoscendo bene i meccanismi, della bella notizia, ascoltata, vissuta, testimoniata, messa in pratica: non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società”.

Un messaggio recepito da Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, che commenta: “Il problema che pone il Papa è di alto contenuto etico per la convivenza civile tutta che si fonda sempre su solidi principi di rispetto per i valori di ogni persona. Per quanto riguarda l'informazione riconosciamo da tempo che c'è un problema che - come sottolinea il Pontefice - non riguarda il racconto del male ma l'amplificazione che spesso se ne fa”. “Per quello che ci riguarda – continua Siddi - non possiamo che ripetere che fare informazione significa raccontare quello che fa notizia nel male ma anche nel bene con grande cura, responsabilità deontologica, rispetto per ogni persona, compresi coloro che sbagliano i quali hanno diritto a mantenere la loro dignità”. Siddi sottolinea come i giornalisti abbiano tentato a darsi codici e regole, in ultimo hanno collaborato con l'Autorità per le comunicazioni per porre un freno ai processi mediatici: “Ma, più dei codici – conclude - occorre promuovere una cultura della correttezza e della responsabilità dell'informazione”.

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