Fondi per l'editoria ripristinati a gennaio

tremonti.jpgTutto risolto. I fondi per l'editoria saranno ripristinati entro gennaio attraverso un nuovo decreto. La rassicurazione arriva direttamente dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, contattato telefonicamente dal presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre riceveva nel suo studio di Montecitorio alcuni dei direttori delle testate a rischio chiusura in caso di taglio dei finanziamenti. Il taglio delle sovvenzioni era stato sancito, venerdì scorso, con l'approvazione in commissione Bilancio, del maxi-emendamento del governo alla Finanziaria. Ieri la retromarcia di Tremonti. Il titolare del Tesoro nell’annunciare il provvedimento ad hoc, che sarà inserito nel decreto “mille proroghe” o in quello sullo sviluppo,  ha convenuto con Fini e con i direttori sulla necessità di salvaguardare le testate politiche, con una loro rilevante storia e presenza anche culturale, le quali hanno tutt’ora mercato, fatto che le distingue dalle pubblicazioni la cui loro sola ragione di vita è quella di incassare le sovvenzioni pubbliche. All'incontro con Fini e alla telefonata in viva voce con Tremonti erano presenti Stefano Menichini, direttore di Europa; Concita De Gregorio dell’Unità; Flavia Perina del Secolo e Dino Greco di Liberazione. I direttori hanno condiviso la valutazione secondo cui il panorama attuale di sovvenzioni pubbliche presenta “anomalie anche estreme e perfino scandalose”, motivo per il quale il decreto conterrà un nuovo regolamento per l'assegnazione dei soldi su basi di trasparenza. Critiche all'operato di Tremonti sono arrivate dal Partito democratico. Secondo il Pd la partita si può regolare subito, senza aspettare nuovi provvedimenti. “Nella relazione di minoranza alla Finanziaria - ha dichiarato il capogruppo del Pd in Commissione Bilancio della Camera, Pierpaolo Baretta - il Pd chiederà al Governo di porre subito rimedio alla questione dell'editoria senza rinvii a prossimi provvedimenti. Ci sono le condizioni istituzionali per farlo e dopo le dichiarazioni di oggi (ieri ndr)del ministro Tremonti, se c'è buona fede, non ci sono motivi di rinviare”. Polemica anche la reazione della Federazione nazionale della stampa: “Siamo contenti - ha commentato il presidente del sindacato dei giornalisti, Roberto Natale - che Tremonti abbia scoperto di non essere d'accordo con quello che aveva deciso”. “La parola rigore  - continua Natale - non la regaliamo a nessuno, da anni denunciamo che le regole vigenti mettono insieme giornali di partito veri e giornali di partito inventati, testate vere e testate finte”. A questo proposito Natale ha annunciato che per il 12 gennaio è in cantiere una “chiamata a discutere con tutti i soggetti politici, sociali e culturali favorevoli a questa battaglia”.
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