Uccisione Floyd. Quotidiani Usa nel caos tra licenziamenti e rivolte in redazione

Le manifestazioni antirazziste seguite all'uccisione di George Floyd da parte della polizia, che stanno imperversando in tutti gli Stati Unit, stanno avendo ripercussioni non solo a livello politico e sociale ma anche all'interno delle redazioni dei maggiori giornali a stelle e strisce. Se in strada i cronisti sono sempre più spesso oggetto di violenze e intimidazioni sia da parte della polizia che dei manifestanti, all'interno delle redazioni le tensioni non certo minori. Al New York Times dopo la pubblicazione la scorsa settimana del controverso articolo firmato dal senatore repubblicano...

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Carcere ai giornalisti, la Consulta rimanda la decisione al Parlamento

Un anno di tempo, all'insegna e "nel rispetto della leale collaborazione" tra le istituzioni, per consentire al Parlamento di intervenire sul tema della diffamazione a mezzo stampa "con una nuova disciplina della materia", compresa la pena del carcere che i codici ancora oggi prevedono per i giornalisti. E’ questa la determinazione cui è giunta la Corte costituzionale al termine dell'udienza pubblica di ieri in cui è stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimità del carcere ai giornalisti riconosciuti colpevoli di diffamazione. Tenendo conto che "sono attualmente pendenti in Parlamento...

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Diffamazione a mezzo stampa. La Consulta decide sul carcere per i giornalisti

Domani, Martedì 9 giugno, l’Ordine dei Giornalisti parteciperà per la prima volta nella sua storia all'udienza pubblica della Corte Costituzionale sulla legittimità della pena detentiva in merito al reato di diffamazione a mezzo stampa. Il Cnog sarà rappresentato dal presidente Carlo Verna che sarà collegato in videoconferenza dallo studio dell'avv. Giuseppe Vitiello di Napoli che ha curato l'istanza con la quale l’Ordine dei Giornalisti è stato ammesso presso un giudizio alla Suprema Corte. "La categoria, rappresentata dal Consiglio nazionale dell'Ordine, è compatta nel chiedere...

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"Mandate le truppe". Il NY Times si scusa per l'opinione del senatore Cotton

Alla fine il New York Times ha fatto mea culpa. Dopo due giorni di polemica interna per una lettera pubblicata nella sezione delle opinioni firmata dal senatore Repubblicano Tom Cotton in cui si chiede l'intervento dell'esercito per fermare le rivolte iniziate dopo l'uccisione di George Floyd, il quotidiano ha pubblicato una dichiarazione in cui si afferma che l'articolo del senatore "non è all'altezza degli standard del giornale". James Bennet, responsabile della pagina delle opinioni, inizialmente aveva difeso la scelta di pubblicare l'articolo del senatore pro-Trump, sostenendo che "è un...

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Il calcio riparte ed è già polemica sugli accrediti stampa: troppo pochi

"Non un accredito di meno se si aprono cinema e teatri al pubblico". Questa la posizione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, rappresentato dal presidente Carlo Verna e dal segretario Guido D’Ubaldo alla riunione svoltasi il 3 giugno in Federcalcio col presidente della Fgci Gabriele Gravina accompagnato, oltre che dall'ufficio stampa, dal segretario Marco Brunelli. Erano presenti anche per la Fnsi il segretario Raffaele Lorusso e per l'Ussi il presidente Luigi Ferrajolo". L'Ordine nazionale dei giornalisti riferisce in un comunicato che "ci sono stati punti di condivisione...

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Uccisione Floyd. Arresti e minacce contro giornalisti che raccontano le rivolte

Le violenze e gli scontri tra polizia e manifestanti che stanno avvenendo un po' in tutti gli Stati Uniti in seguito alla morte di George Floyd durante un fermo di polizia, non hanno risparmiato neppure i giornalisti. Nelle decine di manifestazioni che si stanno susseguendo nel paese per protestare contro i metodi violenti usati dalla polizia soprattutto, a detta dei manifestanti, contro cittadini di colore, ci hanno rimesso anche una decina di cronisti che si trovavano nei luoghi delle proteste per raccontare quanto stava avvenendo. La Cnn ha ricostruito diversi casi di colleghi aggrediti...

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Arriva "Domani", il nuovo quotidiano di De Benedetti

Un progetto "indipendente, nel senso più profondo e non negoziabile del termine, che vuole dar voce a chi non si sente rappresentato, dalla parte di chi, nel contesto sociale, ha meno e con l’occhio critico nei confronti di tutti i poteri". Si presenta così Domani, nuovo quotidiano nazionale voluto da Carlo De Benedetti, direttore Stefano Feltri, che sottolinea: "Domani non tiferà per nessuno, ma non ha alcuna pretesa di essere neutrale". Un giornale, mette in evidenza una nota della proprietà, "che nasce come volontà di espressione del libero pensiero, non soggetto ad alcun possibile...

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Il Corriere riabbraccia Carlo Verdelli: torna come editorialista

"Carlo Verdelli torna al Corriere della Sera". Ad annunciarlo è lo stesso quotidiano del gruppo Rcs del quale, per sette anni, è stato vicedirettore, con Paolo Mieli e Ferruccio de Bortoli, oltre che direttore del supplemento settimanale Sette. Il giornalista che da poco più di un mese è stato rimosso dalla direzione di Repubblica, riprenderà dal 1 giugno la collaborazione con il Corriere, dove firmerà editoriali, opinioni e storie. Per il gruppo Rcs Verdelli era stato anche direttore della Gazzetta dello Sport, prima di passare a Condé Nast, alla Rai e infine a La Repubblica. Il direttore...

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Gad Lerner passa al Fatto. "A Repubblica monarchia assoluta"

"Colto sul Fatto! Fino a venerdì scorso l’idea di scrivere su questo giornale mi appariva remota. Ma certe decisioni si prendono in fretta, dall'una e dall'altra parte, di fronte all'evidenza di uno scenario che cambia nell'offerta di quel bene prezioso che è l’informazione. E allora, benché sussistano divergenze profonde su politica giudiziaria, carceri, immigrazione, ringrazio dell'invito ricevuto dopo le mie dimissioni da Repubblica e provo a motivare quella che considero una scelta obbligata. Ma assai stimolante". Gad Lerner si affida ad un incipit ironico per il suo articolo d’esordio...

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Il Cdr di Repubblica si dimette. In una lettera le ragioni della scelta

Alla fine le dimissioni del Cdr di Repubblica sono arrivate ma, spiegano i dimissionari in una lettera, non "per protesta contro la decisione del direttore, Maurizio Molinari, di non pubblicare il nostro primo comunicato sulla vicenda Repubblica-Fca". Le motivazioni di questa scelta, affermano Marco Contini, Dario Del Porto, Marco Patucchi, Carmine Saviano e Giovanna Vitale sono dovuti alla "percezione del fatto che tra il Cdr e una fetta importante della redazione non ci fosse più un comune sentire su alcuni temi che secondo noi sono fondamentali per il presente e il futuro di...

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