Murdoch si difende

Rupert Murdoch si difende. "Non ho mai chiesto nulla a un primo ministro", spiega il magnate australiano in audizione davanti alla "Leveson Inquiry", la commissione pubblica di inchiesta che in Gran Bretagna sta indagando sull'etica dei media. L'81enne tycoon, infatti, sostiene a chiare lettere di non avere mai influenzato i politici britannici. Questa accusa, a suo parere, altro non è che un "mito" inventato dalla concorrenza per infangare il buon nome dell'azienda editoriale da lui guidata, la News Corp. L'imprenditore nega anche di avere mai dato un mandato politico ai direttori delle testate di sua proprietà, quali il "Sun" o il "Sunday Times". Afferma inoltre di non avere utilizzato i propri media per alimentare il buon andamento degli affari di famiglia. Certamente, ha avuto rapporti con i primi ministri succedutisi nel tempo alla guida della Gran Bretagna, appoggiandone alcuni, ma sempre solo in base ai programmi presentati e non in cambio di favori o riconoscimenti. Murdoch sostiene quindi di avere nutrito grande ammirazione per la lady di ferro Margaret Thatcher, definisce Tony Blair un amico personale, accusa Gordon Brown di aver dichiarato guerra al "Sun" e spiega di avere incontrato l'attuale premier inglese David Cameron solo in occasioni sociali e di non avere mai parlato di politica.

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