Rebekah Brooks accusata di intralcio alla giustizia

Intralcio alla giustizia. È questa l'accusa che viene ora formalmente mossa a Rebekah Brooks, l'ex direttrice esecutiva di News International, il ramo britannico dell'impero del magnate australiano Rupert Murdoch. Secondo gli inquirenti, la Brooks avrebbe manomesso dei computer, inquinando documenti e file in modo da rendere più difficile collegare le intercettazioni con le persone alla guida del gruppo editoriale. Nessuno del tabloid News of the World nega infatti l'utilizzo di intercettazioni per scoprire e diffondere scoop. Star, politici e vittime di atti criminali venivano segretamente ascoltati dal giornale, diventando così di fatto fonti di informazioni esclusive per la testata. Nello scandalo, però, il gruppo ha cercato di salvaguardare l'editore sostenendo che Murdoch e la sua cerchia siano venuti a conoscenza dell'utilizzo delle intercettazioni solo a cose fatte. Una tesi che però non convince gli inquirenti, che adesso sostengono di avere raccolto sufficienti prove per accusare formalmente la Brooks. "Sono giunto alla conclusione – sostiene Alison Levitt, il primo consigliere legale del capo delle procure – che ci siano prove sufficiente per una sentenza di condanna". Insieme all'ex direttrice esecutiva di News International sarebbero coinvolti negli atti di sabotaggio delle prove anche il marito e la segretaria Cheryl Carter. Per Rupert Murdoch si tratta certamente di un brutto colpo.

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