Rai. Slittano le nomine dei direttori dei Tg. UsigRai: "Solito totonomine"

Slittano a giovedì le nomine dei direttori dei telegiornali Rai, previste all'Ordine del giorno del Cda per mercoledì. Ma tra rumors, smentite e conferme i giochi sembrano ormai fatti. Secondo indiscrezioni il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto avrebbe inviato ai membri del Cda i nomi dei nuovi responsabili dei telegiornali: confermato al Tg1 Mario Orfeo; al Tg2 viene promosso l'attuale vicedirettore Ida Colucci che prende il posto di Marcello Masi. Cambio della guardia anche al Tg3, dove al posto di Bianca Berlinguer, arriva da Rai News Luca Mazzà. Indiscrezioni che, però, sono state smentite da Viale Mazzini. L’azienda, infatti, ha diffuso una nota "in merito a notizie di agenzia circa la presentazione di curricula di candidati direttori di tg ai membri del Cda Rai” precisando che nella giornata odierna il dg, Antonio Campo Dall’Orto non ha presentato alcun profilo ai consiglieri di amministrazione di viale Mazzini”. Le nomine inizialmente all'ordine del giorno del Cda Rai di mercoledì mattina, arriveranno "giovedì - dice il membro del Cda Carlo Freccero - come ci è stato comunicato dai vertici dell'azienda per motivi di correttezza istituzionale". Prima delle nomine, infatti, il direttore generale e la presidente Rai Monica Maggioni dovranno illustrare il piano editoriale in commissione di vigilanza. Un piano, spiega ancora Freccero, che "richiede una adeguata discussione e quindi i tempi necessari perché il consiglio di amministrazione possa giudicarlo". Nessuna variazione, invece, sull'Ordine del giorno che mercoledì prevede al primo punto la presentazione al Cda del piano dell'informazione del direttore editoriale Carlo Verdelli con le linee guida per il riassetto delle news che erano già state illustrate l'8 giugno. La scelta di rinviare a giovedì il voto sulle nomine sembra essere un "compromesso" per mitigare le polemiche di questi giorni. "Prima vengano a discutere il piano editoriale, poi le nomine" era il leitmotiv dei partiti: da Forza Italia al M5s, passando per i coordinatori del Pd in Vigilanza Vinicio Peluffo e Francesco Verducci. Per l'Usigrai quello a cui stiamo assistendo è "il tipico totonomine estivo in perfetto stile Prima Repubblica. È evidente – spiega l'esecutivo del sindacato dei giornalisti Rai – che tutto questo è slegato dal prodotto e da qualunque ipotesi di riforma editoriale, che anzi con questi metodi, e con una scontata politica degli annunci, viene definitivamente accantonata. Dove sono la annunciata diversità, l'innovazione e la contemporaneità di questo vertice?". "Da anni l'Usigrai – prosegue la rappresentanza sindacale dei giornalisti di viale Mazzini – è l'unico soggetto a dimostrare di credere realmente nella necessità di una riforma radicale. Ci ritroviamo invece di fronte alla conservazione, con ipotesi addirittura di aumento del numero delle testate. Da oggi almeno ci venga risparmiata la litania dei dirigenti innovatori e dei sindacati conservatori. È ormai evidente chi è fermo a vecchi schemi e chi no".

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