Nomine Tg Rai, confermate le indiscrezioni. Silurata la Berlinguer. Mentana: "Storia tristissima"

Alla fine, nonostante le smentite di rito, il totonomine dei Tg Rai è andato come preannunciato. Il Direttore generale di Viale Mazzini, Campo Dall'Orto ha formalizzato le nomine dei nuovi direttori dei Tg di cui si parlava ormai da giorni. Tutte confermate le indiscrezioni: Luca Mazzà sostituirà Bianca Berlinguer al Tg3; Ida Colucci va a dirigere il Tg2 al posto di Masi, nonostante le proteste del ministro Angelino Alfano. Andrea Montanari andrà al Gr e Nicoletta Manzione a Rai Parlamento. Mario Orfeo resta al Tg1. La ratifica formale delle nomine avverrà, anche qui come preannunciato, con un voto obbligatorio del Cda, nella seduta programmata per domani mattina. La seduta di oggi sarà dedicata all'esame del piano di riforma del settore News predisposto dal direttore editoriale per l'offerta informativa Rai, Carlo Verdelli. Nessuna novità neanche sulla scia di polemiche che segue le nuove nomine. Particolarmente duro è stato il giudizio di Enrico Mentana che ha definito i cambi al vertice dei telegiornali Rai "una storia tristissima" e una "pacchianata insieme". "È chiaro - ha scritto il direttore del Tg di La7 - che l'obiettivo era rimuovere Bianca Berlinguer dal tg3". così come per Mentana è altrettanto "chiaro che i top manager Rai questo obiettivo proprio non se lo erano prefisso, tanto è vero che poche settimane fa sono stati presentati i palinsesti della nuova stagione, senza tenere conto di un possibile spazio risarcitorio per lei". "Insomma, – scrive il direttore del telegiornale di Cairo – l'ordine è venuto improvviso e da fuori. In vista del referendum? Direi proprio di... sì. Ma per non farla troppo evidente si è pensato di non sostituire solo lei. Quindi via anche Masi dal Tg2, così, per compagnia, per dimostrare alla Commissione di Vigilanza che non è un fatto personale, e politico. Una foglia di Fico, insomma". E ancora: "Quelli dell'opposizione strepiteranno per il colpo contro i sostenitori del no referendario, quelli della maggioranza diranno che la Berlinguer era lì da 7 anni e cambiarla non è un delitto, e nessuno si filerà il povero Masi, danno collaterale di una guerra politica, che conferma al di là di ogni sarcasmo che tutti noi paghiamo la Rai nella bolletta della luce, ma le mani sull'interruttore sono sempre le stesse".

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