Direttori Tg Rai. Cda ratifica le nomine ma si spacca. Due senatori Pd si dimettono dalla Vigilanza

Il Cda Rai ha ratificato, non senza tensioni, le nomine dei nuovi direttori dei telegiornali della tv di Stato. Sui nomi proposti da dal Direttore generale, Campo Dall'Orto, il Consiglio d'amministrazione si è spaccato in due blocchi contrapposti ma alla fine, con sei voti a favore e tre contrari (Freccero, Mazzuca e Diaconale) è arrivato l'ok a Ida Colucci al Tg2 al posto di Marcello Masi, a Luca Mazzà al Tg3 al posto di Bianca Berlinguer, a Nicoletta Manzione a Rai Parlamento al posto di Giovanni Rossi Scipione e ad Andrea Montanari al posto di Flavio Mucciante a Radio1 e Gr. Confermati Mario Orfeo al Tg1 e Vincenzo Morgante alla Tgr. Le nomine hanno avuto subito ripercussioni anche sulla commissione di Vigilanza: non appena appresa la decisione del consiglio, infatti, due senatori del Pd Miguel Gotor e Federico Fornaro si sono dimessi dalla commissione gettando gravi accuse sul modus operandi che ha portato ai nuovi direttori, che a sentire i due esponenti democratici sono stati nominati "in modo non trasparente, penalizzando competenze e professionalità interne, come ad esempio nel caso di una giornalista autorevole quale Bianca Berlinguer, senza che emergano un profilo e una visione di un moderno servizio pubblico". "Il Pd – hanno aggiunto – non è nato per riprodurre i vizi del passato, ma per cambiare l'Italia e, convinti che un altro Pd sia possibile, ci dissociamo da uno stile e da un costume politico che non ci appartiene". Diverso il punto di vista di Viale Mazzini, che in una nota diffusa al termine dei lavori scrive che le proposte di nomina sono state elaborate "valorizzando le risorse interne, premiando il merito e le competenze, anche per i risultati ottenuti, attuando pienamente le pari opportunità, scegliendo profili che garantiscono autonomia, equilibrio e corrispondenti alla costante implementazione del Progetto informazione Rai". Scelte fatte nell'ottica del progetto di sviluppo del sistema informativo cui l'azienda sta puntando e che in precedenza era stato esposto allo stesso Cda dal direttore editoriale per l'offerta informativa Carlo Verdelli. Viene, infatti, rilevato che questi avvicendamenti si inseriscono nel cammino che mira a continuare nel lavoro di riforma intrapreso che porterà a fine anno alla presentazione del Piano editoriale sull'informazione.

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