Rai. Il Cda approva il tetto agli stipendi.. ma con eccezioni

Il tetto agli stipendi è stato approvato dal Cda Rai, ma con la possibilità di alcune eccezioni. Il Consiglio di amministrazione di viale Mazzini ha approvato all'unanimità il regolamento sulle retribuzioni dei dirigenti che – come spiegato dal presidente Monica Maggioni in Vigilanza e riportato dall'Ansa – recepisce il tetto di 240 mila euro, ma prevede per alcune figure la possibilità di andare oltre "in modo variabile e per un tempo determinato". "Con il regolamento sugli stipendi la Rai stabilisce che c'è un modo per cui il limite può essere applicato garantendo il futuro dell'azienda. Dire che non si possa mai avere un manager con uno stipendio sopra i 240 mila euro è molto pericoloso", ha detto la presidente Rai Maggioni in Vigilanza dopo l'okay del Cda al regolamento sugli stipendi, spiegando che "è stata individuata una linea virtuosa che risponde alla natura ibrida della Rai con poche, pochissime, figure apicali con stipendi coerenti con le linee di mercato". Il tetto agli stipendi nasce dalla delibera con cui il 14 settembre scorso l'Anac (Autorintà nazionale anticorruzione) ha sollevato critiche e dubbi sul percorso seguito dall'azienda di viale Mazzini nell'assunzione di diversi dirigenti esterni, anche per ruoli apicali. Nonché dal via libera dell'Aula del Senato al ddl editoria, con l'introduzione per gli stipendi Rai di un tetto di 240 mila euro previsto per gli amministratori pubblici. Il limite si applica "agli amministratori, al personale dipendente e ai consulenti" della tv pubblica. I vertici e il Cda Rai hanno individuato in una decina le posizioni apicali per le quali prevedere la possibilità di avere un'indennità di funzione di 50mila euro, a prescindere dal tetto retributivo di 240mila euro che si intende rispettare. Lo ha spiegato il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto nel corso dell'audizione in commissione di Vigilanza.

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