Sky verso il trasloco: il Tg potrebbe lasciare Roma destinazione Milano

Sky potrebbe lasciare la capitale per trasferirsi a Milano. Rumors di un addio di SkyTg24 alla sede di Via Salaria si rincorrono ormai da tempo ma ora il rischio sembra sempre più concreto. L'incontro-chiave è stato fissato per domani, martedì 17 gennaio, quando i giornalisti di Sky Tg24 capiranno se sono vere le voci sempre più insistenti di un trasferimento della redazione news a Milano. Il trasferimento, se confermato porterebbe con sé quello di 500 tra tecnici, giornalisti, operatori e impiegati che attualmente lavorano nella sede romana del telegiornale all-news. A Roma rimarrebbero solo pochi i pochi tra giornalisti e tecnici che si occupano dei palazzi della politica. Da Sky Italia permane il massimo riserbo sull'eventuale trasloco, con l'azienda che ha deciso di rimanere, almeno per il momento, nel silenzio. Certo è che a Via Salaria si respira aria di preoccupazione. I sindacati sono già sul piede di guerra. "La notizia, trapelata a mezzo stampa, della possibile chiusura della sede romana di Sky ci preoccupa fortemente". A dirlo è Dino Oggiano, segretario Slc Cgil Roma e Lazio, precisando che "se trovasse conferma nell'incontro che si terrà nei prossimi giorni con l'amministratore delegato dell'azienda, ci troveremmo di fronte a una nuova consistente perdita di posti di lavoro nella Capitale: almeno 500". Per Oggiano si tratterebbe "dell'ennesimo schiaffo in faccia ai lavoratori, in una città già ampiamente provata dalla crisi. Una scelta sciagurata cui ci opporremo, in un quadro unitario, con tutte le nostre forze. Sky è infatti un'azienda che ha i conti in ordine e dove non sono state annunciate situazioni di crisi. La decisione di chiudere la sede di via Salaria sarebbe pertanto dettata esclusivamente dalla volontà di aumentare i profitti, a tutto discapito di chi ci lavora". Il segretario Slc Cgil Roma e Lazio conclude: "Credo non sia sbagliato parlare di emergenza lavoro a livello cittadino e regionale. Ed è proprio per questo che nessuno - Regione, Comune, forze politiche e sociali - potrà considerarsi escluso dal dovere di impedire questo scempio".

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