Trasloco Sky. Giornalisti in stato di agitazione: pronti 4 giorni di sciopero

Stato di agitazione e minaccia di 4 giorni di sciopero. E' la risposta dei giornalisti della redazione di SkyTg24 all'annuncio del piano di ristrutturazione presentato martedì ai sindacati dall'amministratore delegato di Sky Italia, Andrea Zappia, che prevede 120 esuberi tra giornalisti, amministrativi e tecnici, 300 trasferimenti a Milano e lo spostamento della sede del telegiornale in Lombardia. La bocciatura del piano è arrivata all'unanimità da parte del Cdr dopo un'accesa assemblea di oltre quattro ore. Il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha convocato in tempi brevi un tavolo sulla vertenza. Il Comitato di redazione, rappresentanza sindacale dei giornalisti della testata, scrive che "il piano, così come presentato, porterebbe allo sradicamento del nostro telegiornale che fin dalla prima edizione nel 2003 va in onda da Roma e che, nella Capitale, ha costruito la sua credibilità dimostrando di essere un protagonista del panorama informativo italiano". Nell'idea dell'azienda il progetto dovrà essere realizzato entro la fine dell'anno. Riguarda le sedi di Roma, Milano e Cagliari: nella capitale, dove sono impiegati 600 dipendenti, il 70% della forza lavoro è coinvolto. Qui sono previsti infatti esuberi per 10 cronisti (sui 120 totali) e per 110 tecnici e amministrativi. Dalla sede di via Salaria inoltre si sposteranno 300 dipendenti verso Milano, dove in 80 perderanno il posto di lavoro, mentre a Cagliari saranno 10 i lavoratori della Control room diretti in Lombardia. A Roma rimarrà una redazione ridotta di 20-25 giornalisti, che sarà trasferita nel centro della città. La ristrutturazione dell'azienda è stata giustificata da Zappia dalla necessità di ottimizzare gli investimenti e mantenere competitività "in un contesto industriale e tecnologico in rapida evoluzione": sono stati citati i casi di Netflix e Amazon, concorrenti agguerriti e a basso costo. La situazione economica di Sky non è delle peggiori, anzi fatturato e abbonati sono in crescita. Ma evidentemente non tanto da soddisfare il board inglese della multinazionale da dove è arrivato l'ordine di contenere i costi e tagliare doppie sedi.

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