Radio Radicale è salva: arrivano 3 milioni di euro. Il governo si spacca

Radio radicale è salva. I dipendenti tirano un sospiro di sollievo grazie ad un emendamento al decreto crescita che prevede un finanziamento di 3 milioni di euro per digitalizzare e conservare gli archivi della storica emittente che rischiava di chiudere. L'emendamento del Pd (a firma Sensi e Giachetti) è passato ieri nelle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Il testo, spiegano i dem all’Ansa, è stato riformulato su proposta della Lega ma il governo con il viceministro dell’Economia, Laura Castelli, ha dato parere contrario. Hanno votato a favore la Lega e tutti gli altri partiti, mentre il Movimento 5 Stelle ha votato contro. La misura punta a favorire la conversione in digitale e la conservazione degli archivi.

Il rischio di chiusura della storica emittente radiofonica era legato alla scadenza, il 21 maggio scorso della convenzione, stipulata nel 1994 e da allora sempre rinnovata, che garantiva a Radio Radicale 10 milioni di euro l’anno per trasmettere integralmente le sedute parlamentari.

"Su Radio Radicale la soluzione più equa era di finanziare la conversione in digitale e la conservazione degli archivi multimediali, fino ad una spesa massima di 1 milione di euro nel triennio. L’emendamento proposto dalle opposizioni ha disposto invece di erogare altri 3 milioni di euro nel solo 2019 ad una radio che ne riceverà già 9 quest’anno". E’ stato il commento dei deputati M5S delle commissioni Bilancio e Finanze che poi hanno parlato di "una pioggia di soldi pubblici ingiustificata" sull'emittente.

Anche il vicepremier Di Maio ha preso posizione sulla decisione dell’alleato leghista di votare a favore dell’emendamento. "Secondo noi è una cosa gravissima, di cui anche la Lega dovrà rispondere davanti ai cittadini. Sono franco: dovrà spiegare perché ha appoggiato questa indecente proposta del Pd! Dopo di che si va avanti, perché siamo persone serie", ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle. "Una radio privata che ospita giornalisti con stipendi da capogiro di anche 100mila euro l’anno. Tutti pagati con i vostri e i nostri soldi, da sempre", ha rimarcato su Facebook.

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