La Bbc assume 144 giornalisti e li "presta" ai giornali locali contro la crisi

Si chiamano “Local democracy reporters”. Sono i 144 giornalisti assunti negli ultimi due anni dalla BBC ma che sono impiegati in redazioni di giornali locali e regionali e che rispondono ai caporedattori delle testate medesime. In sostanza lavorano per i quotidiani minori per i quali hanno il compito di trovare e raccontare storie sul potere locale ma il cui stipendio viene pagato dalla BBC.

Si tratta di giornalisti assunti grazie a un fondo stanziato dalla televisione pubblica britannica, in collaborazione con la News media association, che ha permesso di mettere sotto contratto oltre 100 giornalisti dal gennaio 2018 a oggi. Le cifre stanziate sono tra le 22 e le 24.000 sterline annue come paga base.

Le notizie scoperte e raccontate sono messe a disposizione di tutti i giornali e le testate che partecipano al progetto (sono più di 800) e, come è ovvio, della BBC stessa.

Un'iniziativa lodevole in cui il servizio pubblico britannico ha svolto realmente una funzione di garanzia del pluralismo dell'informazione aiutando le testate locali. Il senso dell’iniziativa è proprio quello di sostenere le testate locali e di raccontare storie che riguardino le istituzioni non nazionali.

Il progetto si inserisce in una situazione di grave crisi della stampa locale britannica: il calo delle vendite e della pubblicità hanno messo in ginocchio molti giornali, anche storici, e il servizio pubblico britannico ha avvertito la necessità di aiutare altri attori dell'informazione nazionale a sopravvivere, perché ogni voce che si spegne è un pezzo di racconto della realtà che non si sente più, al di là del controllo che il giornalismo di inchiesta esercita sul potere e sulla società.

L'accordo prevede che i "reporter locali" non possano occuparsi di politica nazionale. I contenuti devono essere inediti tanto che sono esclusi servizi "basati su comunicati stampa di pubblico dominio, a meno che l'argomento sia stato elaborato in misura significativa con nuove informazioni o dichiarazioni"; impongono di citare le fonti e pubblicare "immediatamente" le correzioni eventualmente necessarie. Lo sforzo è quello di mantenere alti gli standard dell'informazione nel Paese che ha inventato il giornalismo eccelso, ma anche quello infimo dei tabloid.

A 18 mesi dall'avvio di questa iniziativa BBC ha pubblicato un rapporto che dà conto dei risultati ottenuti. Grazie al progetto, si legge, sono stati scoperti parecchi scandali anche grazie ai dati raccolti nella Shared data unit (Unità dati condivisi), una struttura apposita che raccoglie e analizza tutti i dati che provengono dalle amministrazioni locali. Scoop che hanno riguardato un po' in tutti i settori della vita sociale: dai servizi, alle scuole, le strade, gli ospedali eccetera. Per esempio, un reporter ha scoperto che l’inaugurazione del nuovo Royal Hospital di Liverpool sarebbe slittata di almeno due anni per una serie di irregolarità e inadempienze; che a Edimburgo alcuni servizi di cura ai degenti sono sull'orlo del fallimento; che a Leicester i ritardi di molte operazioni chirurgiche, in malati anche gravi, causano costi per 10 milioni di sterline al mese sulle casse pubbliche.

I local reporter finanziati da un grande editore sono un esperimento interessante, tanto che altrove si sta iniziando a imitarlo: la Nuova Zelanda ha annunciato che otto reporter locali saranno stipendiati dalla radio di Stato e si occuperanno esclusivamente di informazione locale.

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