World Radio Day. L'Onu celebra la sorella cieca della tv

Il 13 febbraio si è celebrata la Giornata Mondiale della Radio, proclamata dalla Conferenza Generale dell’Unesco fin dal novembre 2011. La data è stata scelta dall’Assemblea Generale dell'Onu perché proprio il 13 di Febbraio è stato primo giorno di trasmissione della Radio delle Nazioni Unite.

"La radio è un potente mezzo per celebrare l'umanità in tutta la sua diversità. A livello globale, la radio rimane il mezzo maggiormente utilizzato. Questa capacità unica di raggiungere il pubblico più vasto significa che la radio può plasmare l'esperienza della diversità della società, fungere da arena per tutte le voci per parlare, essere rappresentate e ascoltate. Le stazioni radio dovrebbero servire le diverse comunità, offrendo un'ampia varietà di programmi, punti di vista e contenuti e riflettere la diversità del pubblico nelle loro organizzazioni e operazioni".

Queste le parole con cui l'Unesco ha ricordato il World Radio Day. "Per il 2020, si legge sul sito web dell'organizzazione internazionale, l'invito è a sostenere la diversità attraverso tre azioni: il sostegno al pluralismo radiofonico; l'incoraggiamento del pluralismo sociale, con la presenza negli studi radiofonici di rappresentanti di diversi gruppi sociali; la promozione di una varietà di contenuti editoriali e di programmi che riflettano la varietà del pubblico".

"La radio riunisce le persone. In un'era di rapida evoluzione mediatica, la radio mantiene un posto speciale in ogni comunità come fonte accessibile di notizie vitali e informazione", afferma in un videomessaggio il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

"Ma la radio – aggiunge – è anche una fonte di innovazione che ha aperto la strada all'interazione con il pubblico e ai contenuti generati dagli utenti decenni prima che diventassero mainstream. La radio offre una meravigliosa visualizzazione della diversità e questo invia un messaggio importante al mondo. In questa Giornata mondiale, riconosciamo il potere della radio nella promozione delle diversità e come aiuto a costruire un mondo più pacifico e inclusivo".

Nessuno strumento di comunicazione di massa come la radio ha saputo adattarsi ai progressi tecnologici, motivo per cui nonostante sia ormai considerato da molti desueto resta, in realtà, il più diffuso a livello globale. L'ascolto è parte integrante e insostituibile del modo in cui esperiamo le informazioni, non è un caso che negli ultimi anni si è molto diffuso il settore degli audiolibri, a loro modo strumento simile e diverso nella fruizione al mezzo radiofonico.

Nonostante la morte della radio sia stata più volte proclamata come inevitabile, con lo sviluppo degli altri media, gli ascolti radiofonici nel mondo, compresa l'Italia, sono in costante crescita. Soprattutto i giovani, secondo una recente indagine a cura di Wiko, brand franco-cinese di telefonia, sono ancora molto legati a questo mezzo di comunicazione: il 58% è un ascoltatore regolare dei programmi radiofonici. Naturalmente cambiano i tempi e quindi cambiano i device, ma l'importanza della radio resta.

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