DL Rilancio in Gazzetta: sale a 50 milioni il fondo per radio e tv locali

Sorpresa positiva per radio e tv locali dal decreto Rilancio entrato in vigore stanotte. Nel testo del DL 34/2020, appena firmato dal presidente della Repubblica, è salito a 50 milioni di euro il Fondo emergenza per le radio e le tv locali.

Sostanzialmente le norme anticipate per il pacchetto editoria sono state confermate nel testo finale. Tra le novità appunto quella relativa all'effettiva consistenza del Fondo emergenza per le radio e le tv locali, fissata alla fine in 50 milioni di euro, dopo che la cifra era rimasta in discussione fino all'ultimo: dalle iniziali previsioni orientate a 20 milioni di euro e rispetto agli 80 sollecitati dal settore, la soluzione è stata una via di mezzo.

La somma si configura come contributo straordinario per il 2020 a sostegno dell’emittenza locale per i servizi informativi connessi con l'emergenza Coronavirus e sulla diffusione del contagio, ed è condizionata alla trasmissione nei propri spazi informativi di messaggi di comunicazione istituzionale relativi all'emergenza sanitaria.

Rispetto alle ultime bozze del testo scompare il riferimento a un successivo decreto per stabilire i criteri di distribuzione e i fondi saranno erogati in base alle graduatorie 2019 dei contributi alle emittenti locali, con l'esclusione quindi di quelle che non hanno i requisiti per entrarvi.

Altro dato accolto molto positivamente dagli addetti ai lavori delle emittenze locali è la cancellazione delle disposizioni, che erano entrate (uscite e poi ricomparse) a sorpresa nel decreto nel corso del suo iter, relative alla cessione delle frequenze televisive e più precisamente alla valorizzazione degli indennizzi. Le norme introdotte e poi cancellate modificavano i criteri ipotizzati da un primo accordo con il ministero dello Sviluppo economico, incidendo così sul valore degli indennizzi (e sulla possibilità di una loro chiara quantificazione anticipata) delle frequenze liberate e da liberare, generando molta fibrillazione tra gli operatori e le associazioni di categoria.

Da segnalare infine, sul fronte del credito di imposta per gli investimenti pubblicitari esteso anche alle emittenti commerciali nazionali, insieme a quelle locali, per un tetto complessivo di 20 milioni, la cancellazione della condizionalità prevista per le nazionali di un calo del fatturato pubblicitario del 33% per avere accesso al credito, che ora sarà accessibile a tutti i soggetti richiedenti. Un duro colpo per le emittenti locali, che saranno ulteriormente schiacciate dai big nazionali, visto che il contributo andrà a riparto. Per le emittenti commerciali nazionali, al di là dell’esiguità del credito che potranno ottenere, si tratta invece di un’importante affermazione di principio.

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