Al tuo fianco Marcello. Sul Corsera appare la pagina a pagamento di solidarietà a Dell'Utri

pagina corsera dellutri"Al tuo fianco, Marcello". Con questo titolo è apparso sull'edizione odierna (26 giugno) del Corriere della Sera un messaggio a tutta pagina in sostegno di Marcello Dell'Utri. L'annuncio a pagamento propone una pagina intera con decine di messaggi di solidarietà al' ex senatore di Forza Italia estradato di recente dal Libano ed in carcere a Parma dove sta scontando una pena di sette anni di reclusione in seguito ad una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. "A firmare i messaggi di sostegno – scrive il Corsera in un'altra pagina – è soprattutto chi ha lavorato con Dell'Utri a Publitalia '80 o alle attività culturali ed editoriali, dalla Fondazione biblioteca di via del Senato al settimanale "Il Domenicale". Da Niccolò Querci, consigliere Mediaset e vicepresidente di Publitalia '80, assistente di Silvio Berlusconi negli anni Novanta, ad Alessandro Salem, direttore generale dei contenuti Mediaset e braccio destro di Pier Silvio Berlusconi. L'ex direttore del Domenicale, Angelo Crespi, lo ringrazia come editore, mentre altri ricordano conversazioni e interventi alla biblioteca di via Senato". Scrive ancora il Corsera che si leggono, tra le altre, "le firme del cugino dell'ex senatore, Massimo Dell'Utri, professore all'Università di Sassari, e della Bacigalupo di Palermo, la squadra di calcio dilettantistico fondata da Dell'Utri nel 1957. E del deputato azzurro Massimo Palmizio". Una scelta, quella del Corsera, destinata a far discutere. Il giornale di via Solferino ne è talmente cosciente che dedica un pezzo per spiegare questa scelta. Certo la pagina di solidarietà è stata pagata, altrettanto vero che i messaggi esprimono solidarietà umana e non riportano considerazioni sulla condanna, ma resta il dubbio sull'opportunità di dedicare una pagina intera a un condannato per concorso in associazione mafiosa. La domanda che sorge spontanea è: "in casa Rcs avrebbero accettato la medesima attestazione di solidarietà per un condannato in via definitiva qualunque"? Il dubbio è lecito. La risposta, però, possiamo solo immaginarla.

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