Pubblicità, il 2014 chiuderà in pareggio. E il futuro è mobile

mobile-advertisingIl futuro della pubblicità è mobile. Lo confermano i dati appena diffusi dallo Iab seminar,  dal Politecnico di Milano e dall'Upa, l'associazione utenti pubblicitari, che si appresta ad aprire la sua assemblea annuale. A fronte di un mercato pubblicitario che si appresta a chiudere l'anno in pareggio dopo sei anni di perdite, il settore che continua a crescere inesorabilmente è quello della pubblicità su smartphone, tablet e altri device mobili. Gli investimenti pubblicitari su smartphone sono in crescita in Italia ed entro l'anno dovrebbero toccare i 300 milioni di euro. I dati sono emersi dallo Iab Seminar che ha inaugurato il 2014 con una prima edizione incentrata su un tema di grande attualità come quello del Mobile Marketing & Advertising. L'immagine che ne è uscita è quella di un Paese sempre più connesso e avvezzo all’utilizzo degli strumenti digitali, e dove l’investimento in adv è in crescita: sono 25 milioni (fonte Audiweb) infatti gli italiani tra i 18 e i 74 anni collegati nel mese di marzo per una media di 46 ore. A questi dati fa eco un’interessante crescita del mercato, che prevede per il 2014 un investimento pubblicitario di circa 300 milioni di euro (fonteOsservatorio Mobile Marketing & Service del Politecnico di Milano) su smartphone, che rappresenta il 14% del totale investimenti in internet advertising. Numeri che si inseriscono in un andamento generale del settore che appare in leggera ripresa. "Prevediamo una chiusura dell'anno in pareggio, vale a dire a zero - ha detto il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi nel corso della conferenza stampa, che anticipa l'assemblea dell'Upa -. Dopo sei anni di catastrofi combinate e segni meno possiamo dire che l'emorragia si è arrestata, è un primo segno contrastante, confortato però dalla fiducia dei consumatori che è ai massimi dal 2010, ultimo anno che registrava la pubblicità in crescita". Il presidente dell'Upa ha sottolineato che tra gli elementi che fanno sperare in una ripresa dell'economia e quindi degli investimenti pubblicitari c'è l'ormai persistente riduzione dello spread sul debito Italia/Germania e la prospettiva di riforme che facciano ripartire i consumi. In particolare, l'Upa torna a chiedere il "tax credit" sugli investimenti in comunicazione e una accelerazione sullo sviluppo della banda larga, senza la quale "il nostro paese muore". Il progressivo miglioramento del mercato pubblicitario continuerà ad essere trainato, secondo Sassoli, dalla tv e da Internet, mentre per la carta stampata il 2014 "temo si chiuderà ancora con un calo a due cifre". Quanto ai vari settori, il presidente conferma il trend di ripresa del largo consumo, della finanza e del settore auto, mentre è previsto un proseguimento della contrazione dell'importante voce delle telecomunicazioni.Sassoli è infine tornato sulla storica proposta dell'Upa di conferire la Rai a una fondazione che la sottragga dalle interferenze politiche, perché torni a essere anche nella sostanza la prima impresa culturale del Paese. "Vedo con soddisfazione che questa ipotesi, più che la privatizzazione, sta prendendo corpo", ha dichiarato Sassoli, che considera sostenibile l'abolizione della pubblicità per un canale Rai e l'affidamento della gestione a soli professionisti sul modello dell'inglese Bbc.

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