Twitter "prova" gli annunci pubblicitari personalizzati

Anche Twitter cede alla pubblicità personalizzata sugli account dei suoi utenti. Il social network dei cinguettii sta testando sugli account di alcuni iscritti gli annunci pubblicitari "tarati" in base alle ricerche sul web. L'indiscrezione arriva dal sito Re/code: con l'esperimento sarà possibile, andando sul profilo di alcuni utenti, veder scorrere un annuncio pubblicitario tagliato sulle proprie preferenze. "Sperimentiamo questa funzione per creare una grande esperienza per utenti, partner e agenzie pubblicitarie", spiega un portavoce di Twitter al sito Re/Code. Gli annunci, al momento, non sono sperimentati sui profili verificati, quelli cioè di celebrity, vip e politici. Questo genere di tweet dovrebbe essere evidenziato con chiarezza rispetto ai normali cinguettii grazie ad una finestra apposita e alla scritta "Suggerito da Twitter". Questa mossa fa il paio con il recente accordo tra Twitter e Google, per mostrare i cinguettii nei risultati di ricerca. Per il microblog, che il 21 marzo ha compiuto 9 anni di vita l'obiettivo è iniziare a battere cassa e far crescere ricavi e utenti (288 milioni), anche per contrastare il continente Facebook che ne conta 1,4 miliardi. I nuovi orizzonti di Twitter in materia di pubblicità arrivano proprio mentre il social principe in materia di pubblicità personalizzata Facebook è sempre più nell'oochio del ciclone in Europa, sospettata di violare la privacy dei suoi utenti. Sono almeno sei – scrive il Wall Street Journal – i Paesi che hanno aperto un'indagine sul colosso dei social media, e che presto potrebbero ordinare un cambio di politiche o anche comminare multe per milioni di euro. Il tutto nel quadro di un'escalation del braccio di ferro in corso ormai da tempo tra le autorità di vigilanza europee e i giganti della Silicon Valley, primi fra tutti Google e Apple. Sul gruppo guidato da Mark Zuckerberg – sottolinea il Wsj – nelle ultime settimane hanno aperto delle indagini anche Francia, Spagna e Italia, che si sono unite all'azione già intrapresa a suo tempo da Germania, Olanda e Belgio. Le inchieste si concentrano soprattutto sulla gestione dei dati di oltre 300 milioni di utenti del Vecchio Continente, incrociando le informazioni di servizi come Instagram e WhatsApp al fine di inviare messaggi pubblicitari mirati. Nel mirino anche l’uso dei popolarissimi “like” – spiega ancora il Wsj – che potrebbero rendere possibile tracciare le abitudini di chi naviga su internet." Siamo al corrente delle indagini delle autorità garanti della privacy in Belgio, Olanda e Amburgo. Non abbiamo ad oggi ricevuto alcuna comunicazione riguardante indagini da altre autorità garanti della privacy in Europa. Se e quando le riceveremo, risponderemo di conseguenza": cosi’ un portavoce di Facebook commenta l’articolo del Wall Street Journal in cui si dice come sul gigante dei social media siano state aperte indagini in diversi Paesi europei, comprese Francia, Italia e Spagna. Facebook inoltre sottolinea come di recente abbia "aggiornato le condizioni d’uso e policy per renderle più chiare e concise, per rispecchiare le nuove funzioni di prodotto e per evidenziare come stiamo ampliando il controllo che le persone hanno sulla pubblicità. Come azienda che ha la sua sede internazionale a Dublino, controlliamo costantemente gli aggiornamenti di prodotto e di policy con il nostro regolatore, il Commissario Irlandese per la Protezione dei Dati, che supervisiona il nostro rispetto della Direttiva sulla Protezione dei Dati dell’Ue come implementata nella legge irlandese”.

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