Google sfida il "clickjacking". Ecco il filtro contro la pubblicità nascosta

Google contro il "clickjacking", ovvero il "dirottamento del clic", una frode online che nasconde pubblicità dietro finti pulsanti di video o menu. Contro questa pratica, sempre più diffusa in rete, Mountain View ha studiato un filtro che permette di bloccarlo e non conteggiare quelle visite nei conteggi per il pagamento degli annunci pubblicitari basati sui clic. In pratica, il "clickjacking" fa si che la pubblicità sia nascosta all'utente, il quale non riesce ad accorgersi in anticipo che sta per cliccare su un annuncio invece che su un semplice video, tasto o altro. "E' una minaccia emergente per gli annunci pubblicitari pagati in base ai clic e abbiamo predisposto nuovi strumenti per proteggere gli inserzionisti - spiega Andres Ferrate, Chief Advocate di Qualità del traffico sugli annunci di Google -. Quando il nostro sistema individua un tentativo di clickjacking, analizziamo istantaneamente il traffico attribuito a quel posizionamento e lo rimuoviamo dai successivi report di pagamento, per garantire agli inserzionisti che quei clic non gli verranno addebitati". Questo nuovo fenomeno è stato individuato da Google all'inizio del 2016, quando ha registrato pratiche di "clickjacking" sulla propria rete pubblicitaria. In ambito pubblicità, la società californiana è impegnata anche nella lotta agli spot ingannevoli e inappropriati come le borse di marca contraffatte o le pillole magiche che promettono perdite di peso repentine. A gennaio scorso Big G ha reso noto che ha rimosso 780 milioni di queste inserzioni: questa operazione di pulizia è frutto di un team mondiale di oltre mille persone dedicato a scovare e rimuovere gli spot inappropriati. Uno sforzo ingente ma anche a proprio vantaggio, se si considera che il 90% delle entrate di Big G arriva dalla pubblicità.

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