Comunicazione istituzionale, sanzionate 10 regioni

Aeranti-Corallo-logoMetà delle Regioni italiane non hanno rispettato, tra il 2010 ed il 2013, le norme in materia di comunicazione istituzionale. Lo rileva Aeranti-Corallo, il coordinamento dell'emittenza radio-televisiva locale che raggruppa circa 300 associati, attraverso un'analisi pubblicata sul proprio organo ufficiale Teleradiofax relativa alle sanzioni comminate dall'Agcom nel 2015. Effettuando un'analisi completa delle delibere assunte dall'Agcom è, infatti, emerso che le Regioni sinora sanzionate per tale problematica sono dieci: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Valle d'Aosta con multe da 5mila ad oltre 32mila euro. Le norme cui si fa riferimento nei provvedimenti dell'Agcom sono quelle contenute nel Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (Tusmar) di cui al Dlgs 177/2005 e s.m.i., che prevedono, all'art. 41, comma 1, che "Le somme che le amministrazioni pubbliche o gli enti pubblici anche economici destinano, per fini di comunicazione istituzionale, all'acquisto di spazi sui mezzi di comunicazione di massa, devono risultare complessivamente impegnate, sulla competenza di ciascun esercizio finanziario, per almeno il 15 per cento a favore dell'emittenza privata televisiva locale e radiofonica locale operante nei territori dei Paesi membri dell'Unione Europea e per almeno il 50 per cento a favore dei giornali quotidiani e periodici". Il comma 5 dello stesso art. 41 stabilisce, inoltre, che "Le regioni, nell'ambito della propria autonomia finanziaria, possono prevedere quote diverse da quelle indicate ai commi 1 e 4". Il comma 3 prevede, infine, che i medesimi soggetti siano tenuti a dare comunicazione all'Autorità delle somme impegnate per l'acquisto, ai fini di pubblicità istituzionale, di spazi sui mezzi di comunicazione di massa. Entrando nel dettaglio delle motivazioni, la Regione Valle D'Aosta ha subito una sanzione di € 20.660,00 per violazione dell'art. 41, comma 1 del Tusmar con riferimento agli esercizi finanziari 2010, 2011, 2012 e 2013. Con riferimento all'anno 2015, la Regione Valle D'Aosta, nell'ambito della facoltà concessale dall'art. 41 del Tusmar, ha fissato nuove percentuali di spesa per l'acquisto di spazi per comunicazione istituzionale, riducendo, in particolare, la quota da destinare all'emittenza privata televisiva locale e radiofonica locale al 5%. La Regione Emilia Romagna è stata sanzionata per violazione dell'art. 41, comma 1 del Tusmar, con riferimento agli esercizi finanziari 2010 e 2012 (non avendo rispettato la quota minima prevista per l'emittenza radiofonica e televisiva locale) con un importo di € 10.330,00. Con le stesse motivazioni (violazione dell'art. 41, comma 1 del Tusmar relativamente all'esercizio finanziario 2012), la Regione Toscana è stata sanzionata dall'Agcom con un importo di € 11.332,00, mentre la Regione Basilicata ha subito (con riferimento all'esercizio finanziario 2011) una sanzione di € 5.165,00. La Regione Umbria è stata sanzionata per violazione dell'art. 41, comma 1 del Tusmar con riferimento agli esercizi finanziari 2010, 2011, 2012 e 2013 per un importo di € 32.994,00. Con delibera regionale del 20 marzo 2015, la stessa Regione Umbria ha ridotto le quote previste dal Tusmar, fissando, in particolare, a partire dall'esercizio 2014, quella relativa all'emittenza radiofonica e televisiva locale al 5%. In riferimento all'anno 2013 sanzionate anche Piemonte (€ 12.198,00), Sardegna (€ 5.165,00) e Sicilia (€ 6.198,00), mentre l'Abruzzo dovrà pagare 18mila 532 euro per non aver inviato il modello relativo alla comunicazione annuale delle spese effettuate ai fini di pubblicità istituzionale. Con la stessa motivazione è stata inflitta alla Regione Calabria la pesante sanzione di 27mila 798 euro.

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