Rossella Sobrero, eletta presidente Ferpi. Al via una costituente per nuove regole e organizzazione

Rossella Sobrero è la nuova presidente di Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana. L'elezione è avvenuta sabato scorso 22 giugno al Palazzo delle stelline a Milano, con la partecipazione al voto di circa 140 soci sui 900 aventi diritto. La neo presidente Sobrero si occupa di comunicazione sociale e sostenibilità da oltre 20 anni ed è presidente di Koinètica, realtà che dal 2002 si occupa in modo esclusivo di responsabilità sociale d'impresa affiancando attività di consulenza e saggistica.

L’assemblea ha inoltre votato i 14 membri del Consiglio direttivo nazionale per il triennio 2019-2022, che sono: Andrea Bagnolini, Daniela Bianchi, Veronica Crippa, Luisa Crisigiovanni, Felice d’Endice, Fabio Famoso, Eliana Lanza, Agostino Magnaghi, Vincenzo Manfredi, Biagio Oppi, Rita Palumbo, Giulia Pigliucci, Sergio Vazzoler, Federica Zar.

Il primo Consiglio si è riunito subito dopo l'assemblea per avviare le attività del nuovo corso della Federazione: il primo passo è creare uno steering commitee per ripensare le regole associative e organizzare alcuni gruppi di lavoro su alcuni temi importanti come il riconoscimento professionale, la formazione, i servizi ai soci, la certificazione della professione.

Una fase costituente che, come spiega un comunicato della Ferpi, sarà caratterizzata dalla condivisione e da un grande apertura: sono inviatati a collaborare singoli soci, esperti, rappresentanti di altre associazioni e tutti coloro che intendono partecipare al cambiamento.

Il voto di sabato è stato l'ultimo momento di un passaggio di consegne tra il vecchio ed il nuovo mangement di Ferpi, che ha visto momenti di tensione e accuse reciproche tra le opposte "correnti".

Da una parte la direzione ed il consiglio uscente che si è dimesso in massa prima delle elezioni, con in testa il presidente Pier Donato Vercellone che ha rinunciato alla ricandidatura. In tutto, oltre al Presidente, 12 persone hanno presentato le loro dimissioni all'interno dei diversi organi statutari: 7 in seno al Consiglio Direttivo Nazionale, 3 da delegati territoriali e altri 2 dalla Commissione Aggiornamento e Specializzazione Professionale (CASP) e Collegio dei Probiviri.

Le motivazioni alla base di tutte queste scelte, scrive il vicepresidente Vice Presidente Fabio Ventoruzzo in un messaggio ai soci "sono da ricondurre a un clima associativo che, in questi ultimi mesi, ha fatto emergere protagonismi che hanno progressivamente eroso il legame con Ferpi, il rispetto e la stima reciproca, da sempre alla base della nostra vis associativa".

"Sarebbe sbagliato andare avanti facendo finta di nulla - continua Ventoruzzo -. La prossima Assemblea dovrà prendere atto di queste criticità e riflettere, in maniera realmente inclusiva, sul futuro della Federazione, ponendo al centro del confronto l'attenzione all'etica (venuta spesso meno in questo ultimo periodo), il vero coinvolgimento della comunità professionale nel suo complesso (e non della sola maggioranza dei votanti) e isolando quei personalismi e quella voglia di vincere a tutti i costi che non solo non ci appartengono ma che contribuiscono, con comportamenti eticamente opinabili, tanto alla disaffezione nei confronti della nostra Federazione quanto alla sua delegittimazione esterna".

"In cinquant'anni di storia della Ferpi non si è mai vista una campagna elettorale così violenta, con una parte così irrispettosa delle più semplici regole associative e di etica professionale e personale – ha raccontato ad Affari Italiani un socio che ha voluto rimanere anonimo – in questi mesi si sono susseguiti attacchi personali al Presidente anche da parte di persone che ricoprivano e ricoprono ruoli istituzionali nella Federazione. Attacchi pubblici anche sui social network".

Una situazione che ha portato la Ferpi ad andare all'assemblea elettiva con un'unica lista e un solo candidato Presidente, segno di una spaccatura profonda al proprio interno. Tutto questo in un momento in cui la Ferpi stessa è impegnata su alcuni importanti tavoli istituzionali come gli Stati generali dell'Editoria e la riforma della platea contributiva dell'Inpgi, tavoli su cui si giocano partite importanti per tutti i relatori pubblici.

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