Libra. Facebook lancia la sua criptovaluta. Una rivoluzione che non piace alle banche

Si chiama Libra e sarà attiva dal 2020, la criptovaluta annunciata da Facebook e che permetterà di fare acquisti, inviare e ricevere denaro online in modo del tutto sicuro anche senza avere un conto corrente tradizionale.

L'intenzione di Mark Zuckerberg di entrare da protagonista nel mondo finanziario non è notizia di oggi, ma quanto descritto nel documento con cui è stato annunciato il lancio di Libra ha dato al pubblico la dimensione reale del progetto del gigante dei social.

Innanzitutto la valuta virtuale sarà garantita da asset reali e alle sue spalle saranno schierati insieme a Facebook operatori come Visa, Mastercard, Paypal, Vodafone, Booking e altri 23 soggetti di diversa natura.

Facebook ha inoltre annunciato la creazione di Calibra, una controllata per la regolamentazione del nuovo asset, per assicurare "la separazione tra i dati social e finanziari". Calibra gestirà un wallet per la nuova criptovaluta, che potrà essere utilizzato dagli utenti per inviare denaro e per fare acquisti online tramite Libra.

La rete che supporterà la nuova criptovaluta sarà gestita da Libra Association, organizzazione non a scopo di lucro e indipendente con sede a Ginevra. Oltre ai grandi partner che hanno investito nel progetto, Facebook può contare anche su società di venture-capital e aziende di soluzioni blockchain come Coinbase.
La settimana scorsa il Wall Street Journal aveva riferito che partner di Facebook investiranno circa 10 mln usd ciascuna attraverso un consorzio con il quale gestiranno la valuta. In questo modo Facebook punta ad una moneta "costruita su una blockchain open source stabile e sicura, garantita da una riserva di valori reali, e governata da un'associazione indipendente".

Con Libra “aspiriamo a rendere facile per tutti inviare e ricevere soldi proprio come si usano le nostre app per condividere istantaneamente messaggi e foto”, ha affermato in un lungo post su Facebook Mark Zuckerberg, spiegando come il "denaro mobile" aumenta la sicurezza e "questo è particolarmente importante per le persone che non hanno accesso alle banche tradizionali". "Ci sono circa un miliardo di persone che non hanno un conto in banca ma hanno un cellulare".

Il progetto è quello di "creare una semplice infrastruttura finanziaria globale che autorizzi miliardi di persone in tutto il mondo" che sarà "alimentata dalla tecnologia blockchain" e il cui lancio è previsto nel 2020.

Nel suo lungo post Zuckerberg ha tenuto ad assicurare il rispetto della privacy e la sicurezza della nuova valuta. "Tutte le informazioni che condividi con Calibra saranno tenute separate dalle informazioni che condividi su Facebook”. “Calibra avrà un team dedicato di esperti nella gestione dei rischi, incentrato sulla prevenzione delle persone che la utilizzano per scopi fraudolenti”, ha aggiunto ancora.

"Dall'inizio, Calibra ti permetterà di inviare Libra a quasi chiunque con uno smartphone con un costo che sarà o basso o nullo. Nel tempo, speriamo di offrire più servizi per le persone e le imprese – come pagare le bollette pigiando un pulsante, comprare il caffè con la scansione di un codice, o cavalcare il transito pubblico locale senza aver bisogno di portare soldi o un passo metro".

Zuckerberg ha ricordato i nomi delle società già coinvolte nel progetto auspicando “di avere oltre 100 membri dell’associazione Libra nel momento in cui la rete sarà lanciata il prossimo anno”.

“C’è ancora molto di più da imparare e fare prima che Libra sia lanciata ufficialmente”, ha concluso il fondatore di Facebook definendo il progetto "l'inizio di un viaggio emozionante".

Una novità che può avere risvolti importanti nel mondo finanziario, bancario e non solo. Infatti Libra punta a diventare, di fatto, la prima banca centrale privata al mondo con la propria valuta e le proprie riserve. Un soggetto sovranazionale che rappresenterà una sfida non soltanto per il sistema bancario, ma per gli Stati, dei quali potrebbe scardinare le fondamenta economiche su cui giustificano la loro stessa esistenza.

Certo, un singolo soggetto di questo tipo potrebbe non bastare, per “cambiare il mondo”, ma altri operatori – a partire da Google, Apple o Amazon – hanno forza finanziaria pari se non superiore a quella di Facebook e certo sono altrettanto credibili.

Uno scenario che non è poi così assurdo se si pensa che appena annunciata, c’è già chi chiede di interromperne lo sviluppo di Libra. Maxine Water, che presiede il Comitato per i Servizi Finanziari della Camera degli Stati Uniti, infatti, ha chiesto di bloccare lo sviluppo della criptomoneta fino a quando il Congresso e le autorità di regolamentazione non avranno riesaminato il problema invitando, inoltre, i dirigenti delle società coinvolte a rispondere alle domande del Congresso.

La richiesta della parlamentare è mossa, almeno apparentemente, dalle preoccupazioni su cosa potrebbe significare la moneta digitale per la privacy e la sicurezza dei dati. "Facebook ha dati su miliardi di persone e ha ripetutamente dimostrato poca attenzione per la protezione e l’uso di questi dati", afferma Water. “Con l’annuncio che intende creare una criptovaluta, Facebook continua la sua espansione incontrollata ed estende la sua portata alla vita dei suoi utenti". Il riferimento è ovviamente allo scandalo di Cambridge Analytica con cui l'azienda di Zuckerberg ha perso fiducia agli occhi dell’opinione pubblica.

Ed i "mugugni" verso la nuova moneta virtuale non arrivano solo dall'America. Il progetto di Facebook è stato accolto con scetticismo anche da altre autorità internazionali. Il ministro francese delle finanze, Bruno Le Maire, ha chiesto una maggiore regolamentazione delle società tecnologiche poiché "questo strumento per le transazioni consentirà a Facebook di raccogliere milioni e milioni di dati". L’arrivo delle valute virtuali, considerate spesso troppo volatili, richiede senza dubbio nuove regolamentazioni anche per il parlamentare tedesco Markus Ferber alla Commissione Europea.

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