Nielsen. A Dicembre segnali di ripresa per la raccolta pubblicitaria: bene Tv, quotidiani e Internet

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Foto di Falkenpost da Pixabay.

Segnali di ripartenza arrivano dal mercato pubblicitario di Dicembre 2020. I dati degli investimenti in comunicazione dell’ultimo mese dello scorso anno, appena diffusi da Nielsen, fanno segnare un incremento del 3,8% rispetto allo stesso mese del 2019. Grazie al rush finale l’anno della pandemia, nel suo complesso, ha fatto perdere meno investimenti pubblicitari di quanto si potesse preventivare. Il calo delle spese in pubblicità in tutto il 2020 si è attestato su un complessivo -11% rispetto all’anno precedente con 968 milioni di euro andati bruciati, ma come dichiara Alberto Dal Sasso, AIS managing director di Nielsen “nelle recenti crisi del nuovo secolo” abbiamo assistito a “performances anche peggiori”.

Bene Tv, Internet e quotidiani – Tornando ai dati di Dicembre, un altro segnale positivo è che la ripresa degli investimenti sembra essere abbastanza generalizzata: tornano a far segnare numeri positivi sia la Tv che Internet ed anche i quotidiani. Meglio di tutti è andata la raccolta pubblicitaria della televisione, che a Natale è cresciuta del 10,4% mantenendo le perdite sull’intero anno a -9.5%. Bene a dicembre anche i quotidiani che tornano a crescere del +2.4% rispetto allo stesso mese del 2019 anche se la raccolta complessiva del 2020 segna -16,2% rispetto al 2019. Per quanto riguarda Internet, sulla base delle stime realizzate da Nielsen, a dicembre la raccolta dell’intero universo del web advertising, comprendente search, social, classified (annunci sponsorizzati) e i cosiddetti “Over The Top” (OTT), segna una crescita del 10,1% e porta il 2020 ad una perdita del 2,1%.

Le note dolenti arrivano, invece, dai periodici che continuano a perdere: il -21,3% a dicembre e addirittura il 36,6% sull’intero anno; e dalla radio, la cui raccolta pubblicitaria registra una perdita del -13,7% a dicembre e del -25% a totale 2020. Perdono a dicembre anche l’outdoor -46,1% (-45,7% il 2020), il transit e il direct mail con cali rispettivamente del -72% (-57,1% il 2020) e del -7,5% (-29,5% il 2020).

“Abbiamo vissuto un anno atipico e difficile e la comunicazione ne ha seguito l’evoluzione. Non poteva essere altrimenti. Ma due cose abbiamo imparato: la prima è che viviamo in un mondo sempre più globalizzato dove le logiche sono state esattamente le stesse, sia in termini di audience, di linguaggi utilizzati dalle aziende e di scelte di investimento – ha specificato Dal Sasso l’AIS managing director di Nielsen. Il secondo è che la pandemia ha prodotto le stesse dinamiche nelle diverse aree del mondo, semplicemente con tempistiche differenti. Se ciò è vero, potremmo essere ottimisti per l’anno appena cominciato. Le previsioni da più parti espresse su scala globale, ed in particolare per l’Europa, vedono un recupero di quanto perso durante il 2021. Monitoreremo se i primi mesi confermeranno questa tendenza.”

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