Nielsen: raccolta pubblicitaria perde già 829 mln nel 2020 (-20,3%)

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Foto di Falkenpost da Pixabay.

In estate la raccolta pubblicitaria in Italia aveva rialzato la testa e aveva rivisto il segno più. Ma era solo un debole raggio di sole. A settembre sono tornate ad affacciarsi le nubi (-3,4%). E nei primi nove mesi del 2020 è stato un vero e proprio temporale: raccolta in totale di tre miliardi e 247 milioni; nello stesso periodo del 2019 era stata di quattro miliardi e 76 milioni. Mancano all’appello circa 830 milioni, insomma, che fanno segnare al settore un triste -20,3%. Una perdita che si fermerebbe al -15,9% se la stima Nielsen conteggiasse nella raccolta web anche search, social, classified (annunci sponsorizzati) e “Over The Top” (OTT). Una débâcle, insomma, imputabile naturalmente in gran parte alla pandemia.

CROLLANO PERIODICI E RADIO – Molto male i periodici (-40,3%) con solo 140 milioni di raccolta; in frenata anche la radio (-30,1%) con 218 milioni; i quotidiani (-19,7%) si accontentano di circa 300 milioni; e la tv (-15,3%), infine, raccoglie due miliardi e 102 milioni. Il miglior risultato, ma sempre in terreno negativo, è per la raccolta digitale (-7,1%) con circa 280 milioni. Ma mancano i dati dei giganti del web: su tutti Google, Youtube e Facebook. Con loro, a settembre, il digital segna +7,8%.

ENTI E ISTITUZIONI INVESTONO – I settori merceologici che sono in crescita nel singolo mese di settembre sono dieci. Tra i quali si evidenziano le migliori performance di enti/istituzioni (+50,9%), abitazione (+22,6%), elettrodomestici (+13,7) e gestione casa (+13,3). Nel periodo gennaio–settembre se ne registrano invece solo tre in crescita: gestione casa (+5,4%), distribuzione (+2,5%) e enti-istituzioni (+16,7%). Relativamente ai comparti con una maggiore quota di mercato, si evidenziano nei nove mesi gli andamenti negativi di automobili (-26,3%), farmaceutici (18,2%), gli alimentari (-14,8%), media / editoria (-12,8%) e bevande / alcoolici (-19,8%).

ALBERTO DAL SASSO – “Dopo un secondo trimestre in calo del 34,3% a causa del lockdown, come avevamo previsto, il terzo trimestre è tornato in terreno positivo, crescendo del +2,3% nonostante la frenata di settembre” – ha dichiarato Alberto Dal Sasso, AIS managing director di Nielsen. “Si tratta di una crescita che non ci riporta ai valori pre-crisi ma che se non altro testimonia la necessità e la volontà da parte delle aziende di ricominciare a investire, in un contesto di graduale ripresa delle attività economiche. Non dimentichiamo comunque che stiamo analizzando un periodo – quello tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno – in cui il clima di fiducia e l’atteggiamento delle aziende non era certo paragonabile a quello attuale. La stessa Banca d’Italia, nel Bollettino Economico di ottobre, prevede un consolidamento del PIL a +12% congiunturale nel terzo trimestre”. “Il ritorno in negativo del mese di settembre è un segnale da tenere in seria considerazione dopo i due mesi di euforia” – conclude Dal Sasso. “A differenza del periodo marzo–aprile in cui regnavano una comprensibile incertezza e impreparazione, oggi si può fare tesoro dell’esperienza fatta in quei mesi e affrontare il futuro con più ottimismo, in un’ottica costruttiva che deve valere anche per il mondo della comunicazione”.

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