No green-pass: continua la “caccia al giornalista”. Aggressioni a Milano, Trieste e Padova

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Un fotogramma dell'aggressione al giornalista di Fanpage - Foto da streaming

Si allunga l’elenco dei giornalisti vittime della rabbia no-green pass. A quello che ormai è più simile ad un bollettino di guerra, l’ultimo weekend di manifestazioni a Milano, Trieste e Padova ha aggiunto un cronista di Fanpage.it, due del Piccolo ed una giornalista di Telenuovo insieme al suo operatore.

Aggredito giornalista Fanpage.it – Il primo è Saverio Tommasi, preso a calci e pugni mentre era impegnato a raccontare la manifestazione del sedicesimo sabato consecutivo contro le misure restrizioni imposte dal governo contro la pandemia. “Le prime tensioni sono nate subito in piazza Fontana, luogo di ritrovo del corteo – racconta il quotidiano online diretto da Francesco Cancellato. Le intimidazioni sono partite “dalla ricerca di un ‘testa a testa’, a ‘giornalista terrorista’, urlato a un palmo dalla faccia, rigorosamente senza mascherina”. Poi si è passati alle offese personali, “sei una merda”, alla cui frase il giornalista ha risposto chiedendo perché, senza ricevere ulteriore risposta. Le violenze e le intimidazioni sono proseguite “nei pressi di piazza Duomo” dove “un uomo, accortosi dell’operatore che stava riprendendo il corteo in movimento, ha cercato di strappargli di mano la videocamera”. Prontamente allontanato, ha cominciato a gridare “venduti, venduti”, in direzione dei cronisti di Fanpage.it, prima di intimare di “togliere la videocamera”. Da qui ad arrivare alle mani il passo è stato breve con diversi manifestanti che hanno spintonato e preso a calci e botte i cronisti, “rigorosamente date di nascosto, da lontano”. Per queste aggressioni due manifestanti sono stati bloccati e identificati dalla Polizia che li ha accompagnati in Questura.

I fatti di Trieste – Negli stessi momenti a Trieste una sorte simile toccava a Gianpaolo Sarti e Andrea Pierini, due cronisti del Piccolo. Il primo è stato picchiato e preso a testate da uno dei presenti alla manifestazione contro il green pass. Nel filmato caricato dalla testata su YouTube si vede il cronista piombare al suolo dopo aver subito una testata in pieno volto. Il giornalista ha riportato una ferita allo zigomo. Simile l’aggressione subita da Andrea Pierini, collaboratore anche di Telefriuli, che è stato raggiunto da una manata prima al microfono e poi alla telecamera.

Il video dell’aggressione ai giornalisti de “Il Piccolo” di Trieste:

L’aggressione di Padova – Per chiudere questa che ormai è diventata una vera e propria “caccia al giornalista”, a Padova un paio di persone hanno aggredito verbalmente una troupe di Telenuovo mentre stava riprendendo l’ennesimo corteo contro il green pass.

L’appello di sindacato e Ordine – Al fianco dei colleghi e delle colleghe vittime dei facinorosi, come sempre, si è schierato il sindacato dei giornalisti. “Raccontare i fatti è diventato da settimane a Trieste un lavoro a rischio, a causa di una minoranza di esagitati che ha messo i giornalisti e gli operatori dell’informazione fra gli obiettivi da colpire, denunciano Ordine regionale e Assostampa Fvg, che esprimono “vicinanza e solidarietà ai colleghi attaccati e colpiti” e ribadiscono l’appello alle istituzioni per la tutela del lavoro giornalistico, “il cui valore è affermato dall’articolo 21 della Costituzione”, scrivono in una nota congiunta.

“Dove sono le prese di distanza degli organizzatori dagli ennesimi atti di violenza verbale e fisica nei confronti dei giornalisti in questo nuovo sabato di proteste “no green pass” a Milano? Hanno almeno espresso pubblicamente la loro solidarietà ai lavoratori dell’informazione aggrediti?”, chiede Paolo Perucchini, presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti.

Ferma condanna del Sindacato giornalisti Veneto, infine, per “la brutale aggressione verbale”, a Padova, alla collega Marzia Pretolani e al telecineoperatore Mattia Buzzarello. “Raccontare quanto accade, nel rispetto della verità sostanziale dei fatti, è quanto mai importante, a maggior ragione in un momento difficile e delicato come l’attuale”, rileva l’Assostampa, che si schiera “dalla parte dei lavoratori che esercitano con serietà e senso di responsabilità l’articolo 21 della Costituzione, senza farsi intimorire da violenti e prepotenti”.

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