Nomine Rai. Coordinamento Tgr: “Ripartire da Casarin ma serve rinnovamento”

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Il direttore della Tgr Rai, Alessandro Casarin. Foto da Ufficio stampa Rai.

“Anche su una conferma, come quella della direzione della Tgr, si allunga purtroppo l’ombra della logica spartitoria con cui, evidentemente fuori dall’Azienda, sono state gestite le nuove nomine. Come già evidenziato dall’Esecutivo Usigrai al di là delle persone e del loro valore, il metodo con cui sono state scelte resta inaccettabile. Non sarebbe giusto però ignorare i risultati raggiunti dalla testata sotto la guida di Alessandro Casarin“. Lo afferma in una nota il Coordinamento dei Cdr della Tgr, secondo cui bisogna, dunque, “ripartire da qui sfruttando al meglio le energie portate nelle redazioni regionali dagli ingressi dell’ultimo concorso pubblico”.

“Siamo per ascolti il secondo Tg della Rai e il terzo in Italia – scrive il Cdr della Tgr nel comunicato di commento alla conferma di Casarin -. Durante i difficili mesi della pandemia la credibilità della Tgr è cresciuta grazie a una presenza costante nell’emergenza in tutti i territori. Un consolidamento su cui bisogna costruire partendo dalla difesa del perimetro della testata”.

“Alla direzione chiediamo però anche un cambio di passo – aggiungono i rappresentanti dei giornalisti -: il rinnovamento è necessario e non passa solo dal completamento del progetto Web, ma dalla conferenza di produzione che la situazione sanitaria ha fermato nel 2020″.

Tgr va difesa da attacchi esterni – “Ci aspettiamo anche una presa di posizione contro gli attacchi esterni, ormai quotidiani. La Tgr è il cuore del servizio pubblico e la campagna contro le sedi regionali è figlia della partita del rinnovo del contratto di servizio. Dopo il sindacato è giusto che la direzione e l’azienda intervengano contro una narrazione falsa e offensiva del nostro lavoro”.

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