Nomine Rai: De Bortoli ridice “no grazie”, e Ciannamea (forse) piace anche ai 5Stelle

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Il dirigente Rai Marcello Ciannamea. Foto sito ufficio stampa Rai.

“No grazie, meglio fare il giornalista”. Ferruccio De Bortoli, puntualmente candidato alla presidenza Rai grazie al profilo alto e bipartisan, l’invito al settimo piano lo ha già declinato in passato. E a leggere i quotidiani di questi giorni sembra che il “gran rifiuto” alla chiamata di Palazzo Chigi, nell’imminenza del rinnovo del vertice Rai, sia giunto anche questa volta. Un no alla presidenza che va ad aggiungersi alla lista dei candidati per la poltrona di amministratore delegato che caduti nella “lotteria” del totonomine dei quotidiani si sono affrettati a non timbrare il “ticket”: Elisabetta Ripa (Open Fiber); Carlo Nardello (Tim); Fabio Vaccarono (Google Italia) e Andrea Scrosati (Fremantle).

IL CANDIDATO DI BANKITALIA – I nomi esterni per la carica di ad non mancano. In discesa le quotazioni di Eleonora Andreatta (Netflix), Salvatore Nastasi (Mibact) e Mauro Masi (Consap). Stabili quelle di Andrea Castellari (Viacom); Laura Cioli (ex Rcs e Gedi), e Alessandro Bompieri (New Italy di Rcs). Ma cresce soprattutto la candidatura di Alessandra Perrazzelli, avvocato genovese, vice-direttore generale di Banca d’Italia. Un astro nascente in quel mondo che tiene i conti in ordine e di cui lo stesso Mario Draghi ha una particolare considerazione. Purtroppo sembra sia all’asciutto in materia di media company. Ma questo appare un profilo che impara in fretta…

MA OCCHIO A CIANNAMEA – Tra gli interni a Viale Mazzini i bookmakers danno poche chance ad Alberto Matassino (dg Rai); Roberto Sergio (direttore Radio Rai) e Nicola Claudio (direttore governance e segreteria societaria). Chi invece la partita se la gioca sul serio – anche con incontri a 360 gradi con il Palazzo – sono Paolo Del Brocco (ad Rai Cinema) e Marcello Ciannamea (direttore Distribuzione). E un articolo apparso su Il Tempo – a firma Filippo Caleri – ha fatto drizzare le antenne a molti. Per la poltrona di ad “meglio un interno, anche in ossequio alla direttiva del ministro dell’Economia, Daniele Franco, che ha chiesto di favorire le candidature interne nelle aziende di Stato non quotate. Una serie di requisiti – si legge – che farebbero di Marcello Ciannamea uno dei papabili per la sedia di amministratore delegato. I titoli ci sono. È laureato in economia, ha lavorato nel marketing del prodotto Rai, da febbraio 2020 è direttore della direzione distribuzione. Elementi che fanno sì che qualificate fonti grilline lo piazzino al primo posto nella classifica dei possibili candidati ad”. Ciannamea è uomo di prodotto con capacità riconosciute da tutti in Rai. Non a caso presiede una super-direzione. Ma si è sempre pensato che fosse un candidato gradito al centrodestra. Se piace anche ai grillini – ma il “se” è meglio lasciarlo – allora Draghi il pranzo delle nomine Rai se lo trova già apparecchiato. Lo “scettro” a Ciannamea e la giornalista Simona Agnes, figlia di Biagio, presidente…

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