Nomine Rai, Draghi ai partiti: trovate l’accordo o faccio io

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Il giornalista Rai Antonio Di Bella, foto da streaming

L’ad Rai Fabrizio Salini “sta facendo bene”. Per dare un senso allo strano silenzio che nel Palazzo avvolge le nomine Rai in queste settimane bisogna ripartire da qui: le parole dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo a novembre del 2020. Di tempo ne è passato, ora il premier è Mario Draghi e Conte guida il nuovo corso del Movimento 5 Stelle. E proprio i grillini – che Salini l’hanno tirato fuori dal cilindro – non sembrano avere nessun interesse a procedere in fretta con le nomine Rai. L’assemblea degli azionisti è convocata per le ore 12 del 30 giugno, ultimo giorno utile per approvare il bilancio 2020 e sancire la scadenza di questo board. Sul tavolo di quell’assise ci dovranno essere sette nomi. Per ora ce n’è solo uno: Riccardo Laganà consigliere confermato dai dipendenti Rai. Il tempo stringe e tutto tace.

ZITTI E BUONI – In realtà – come canterebbero i Maneskin – non sono solo i 5 Stelle a stare “zitti e buoni”. Anche gli altri partiti, a partire da Lega e Pd, non sembrano avere tutta questa fretta. Sì, ogni tanto parte qualche dichiarazione sporadica per cercare di accelerare la “pratica”. Ma in fondo al momento tutti i partiti – chi più chi meno – muovono le proprie leve in Viale Mazzini. Se Draghi si attiva in proprio come ha fatto con le altre partecipate, sono destinati a non toccare più palla. E alle porte ci sono importanti appuntamenti elettorali. Meglio riflettere bene ed evitare salti nel buio… Non a caso anche Camera e Senato ancora non si convocano per l’indicazione dei quattro consiglieri.

LA CARTA DI BELLA – Chi è vicino al dossier Rai racconta di un Draghi parecchio infastidito. Avrebbe detto ai leader che lo sostengono – qui il condizionale è d’obbligo – di trovare un accordo sul nuovo amministratore delegato e sul nuovo presidente. Ma con un avvertimento: tirate fuori due nomi di alto profilo che vadano bene a tutti (me compreso) e fate in fretta, altrimenti faccio io… In realtà il premier può fare da solo sull’ad, e sono in molti quelli pronti a scommettere che affiderà lo “scettro” a una donna manager. I nomi sono tanti: Laura Cioli; Patrizia Grieco; Alessandra Perrazzelli; Marinella Soldi. Fino ad arrivare – ma qui le chance sono ridotte al lumicino – ai volti Rai o ex Rai: Eleonora Andreatta e Monica Maggioni. Mentre il presidente – accantonata la bella (ma impossibile) suggestione Milena Gabanelli che tanto piace ai 5 Stelle – dovrebbe essere un uomo. Probabilmente un giornalista… E per mettere tutti d’accordo (qui Draghi non può fare da solo) il nome giusto – a quanto apprende AdgInforma.it – dopo il no grazie di Ferruccio De Bortoli potrebbe essere Antonio Di Bella. L’attuale corrispondente da New York è stimato da tutti, o quasi, nel Palazzo. Forse anche troppo dal Nazareno… Per lui si avvicina (due anni) il tempo della pensione. E chiudere in bellezza con un mandato al settimo piano potrebbe essere la ciliegina sulla torta di una carriera da incorniciare.

IPOTESI SETTEMBRE – Remota, invece, l’ipotesi che la partita del nuovo cda Rai – come qualcuno sussurra nei Palazzi – slitti addirittura a dopo l’estate. Se i leader che lo sostengono cominceranno a litigare e faranno melina, Draghi dovrà chiedere al Tesoro di lasciare aperta l’assemblea del 30 giugno e poi tirerà fuori dal cilindro il proprio “ticket”. Forzerà la mano. Il servizio pubblico non può aspettare…

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