Nomine Rai: Forza Italia vuole Preziosi a Rai Parlamento

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Nessuno dubita sui quotidiani di oggi che Marcello Foa – da martedì 25 settembre – sarà il nuovo presidente della Rai. Quello che ora bisognerà capire è se nell’accordo di Arcore Matteo Salvini e Silvio Berlusconi hanno infilato anche un pezzetto di “mercimonio” Rai. E a giudicare dal totonomine gialloverde di stamane si direbbe proprio di sì. Su la Repubblica, Giovanna Vitale racconta che “al Tg1 dovrebbe andarci Alberto Matano (gradito ai grillini), al Tg2 si fa largo l’ipotesi del mantovano Luciano Ghelfi (per la sponda Lega), mentre al Tg3 si attende la conferma di Luca Mazzà (oltre che del direttore di rete Stefano Coletta). Per la TGR sono in pole, sponsorizzati dal Carroccio, Alessandro Casarin oppure lo stesso Ghelfi, qualora la casella del Tg2 — causa quote rosa — dovesse andare alla quirinalista Simona Sala. Per lo sport resta invece favorito Jacopo Volpi. A Gennaro Sangiuliano, vicedirettore Tg1 vicino a Salvini, potrebbe andare una direzione non giornalistica, cioè una delle controllate Rai. Possibile anche il ritorno di Antonio Preziosi, dal 2009 al 2014 direttore dei GR Rai: è lui che Forza Italia, quota Tajani, vorrebbe a capo dei servizi parlamentari. Alla direzione di Rai1 dovrebbe piazzarsi Marcello Ciannamea, già in corsa come ad. A Rai2 circola il nome di Maria Pia Ammirati, che però potrebbe slittare sulla Terza Rete qualora si riuscisse a portare sulla Seconda una vecchia gloria come Carlo Freccero”.

Stessi nomi, o quasi, su Il Messaggero. Mario Ajello, in premessa, ci spiega anche la griglia di spartizione dell’esecutivo. “Un primo schema di gioco, il più importante è questo: M5S vuole il Tg1 per Alberto Matano e la Lega vuole la direzione di RaiUno, per Marcello Ciannamea, attuale direttore dei palinsesti, molto nelle grazie di Salvini. Su questa spartizione di gran peso l’accordo sarebbe già stato trovato ma nulla può essere dato per certo in giochi come questi. L’ad Salini dovrà assegnare anche altre poltrone. La Tgr, che è una corazzata determinate per la raccolta di consensi sui territori, viene considerata dalla Lega zona propria. La direzione dovrebbe andare a un lombardo di peso, vicino a Salvini, e si parla di Alessandro Casarin. Il Gr, giornale radio, potrebbe andrebbe ai 5 stelle (Giuseppe Carboni, in arrivo dal Tg2?), se il Carroccio prende la testata regionale. Sia la Tgr sia il Gr, come in passato, potrebbero tornare ad avere un direttore e un condirettore: così alla guida di ognuna di essa il leghista e il grillino, o viceversa, di equilibreranno e in questa varietà di poltrone potranno essere inserite figure vicine a Forza Italia e a Fratelli d’Italia (che in Cda Rai ha un suo membro, Rossi) o comunque professionisti in grado di garantire l’intero centrodestra e non solo Salvini. Quanto a RaiNews24, se non resiste Di Bella, potrebbe arrivare – dal Tg1 e dall’ingresso mancato in Cda in quota grillina – la cronista politica Claudia Mazzola. Per il Tg1 si era molto parlato di Gennaro Sangiuliano, ma la probabile ascesa di Matano sposterebbe il giornalista gradito al centrodestra nella casella del Tg2 (dove il nome che girava, il quirinalista Ghelfi, non viene confermato da fonti leghiste). Al Tg3 si attende la conferma di Luca Mazzà e dovrebbe restare al suo posto, alla guida della rete, anche Stefano Coletta. E così, lo stallo Rai si avvia a concludersi. Il cavallo di Viale Mazzini e quello di Saxa Rubra diventeranno gialloverdi, e questo grande ribaltone dei prossimi giorni s’annuncia di genere pulp”. Insomma, i partiti fuori dalla Rai…