Nomine Rai: Franceschini pensa al “traghettatore”, Zingaretti a un esterno

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Comincia il 2021 e su l’Espresso spuntano oltre cinquecento poltrone da occupare. “Altro che manuale Cencelli, altro che spartizione scientifica, qui – si legge – si tratta di una mensa con i segnaposto – l’unica cosa che conta – in bella mostra, una gigantesca e rumorosa mensa. La mensa giallorossa”. E naturalmente, quando si parla di nomine esce fuori anche Viale Mazzini, anzi, per dirla con Carlo Tecce, Viale del Tramonto. “Il triennio di Salini scadrà in estate – si legge – sarà molto complicato arrivarci. Al ministero della Cultura di Dario Franceschini ne pronosticano l’uscita quest’inverno. Si cerca la figura del traghettatore, cioè di un ad interno con poche pretese che si possa giocare in un semestre la piena investitura col nuovo cda. A bordo campo si scaldano Paolo Del Brocco di Rai Cinema, Roberto Sergio di Radio Rai e l’attuale direttore generale Alberto Matassino. Quest’ultimo ha il supporto di Franceschini. Per sancire la placida concordia fra i dem, il segretario Nicola Zingaretti, ispirato dal giovane romano Valerio Carocci del Cinema America, ha evocato un amministratore delegato esterno, soprattutto per stanare la volata di Del Brocco. I Cinque Stelle non hanno fretta, preferiscono discutere di Rai – che significa discutere di assetto mediatico per le prossime elezioni – assieme a Cdp e alle altre…”

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