Nomine Rai: Fuortes e Soldi motivano (per iscritto) a Barachini le prime scelte

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L'ad Rai, Carlo Fuortes, e il presidente Rai, Marinella Soldi. Foto da ufficio stampa Rai.

Il 14 settembre scorso il presidente della Vigilanza Rai, Alberto Barachini, ha scritto una lettera ai vertici Rai a seguito delle prime nomine del cda tutte al maschile (sette su sette). Barachini si diceva “rammaricato” e chiedeva un approfondimento circa i criteri di valutazione utilizzati. Il 22 settembre – a quanto apprende AdgInforma – l’”approfondimento” è giunto in commissione di Vigilanza. Carlo Fuortes e Marinella Soldi, infatti, hanno risposto in una missiva a Barachini. In premessa assicurano l’impegno a far sì che il tema della parità di genere costituisca “uno degli elementi essenziali della missione di servizio pubblico affidata alla nuova governance Rai”. E invitano il Parlamento ad una valutazione sul loro operato dopo “un arco temporale strategico di medio-lungo termine”. A chiusura della lettera garantiscono “massimo senso di responsabilità” sul tema. Insomma, chiedono tempo, sono appena arrivati. E inoltre i vertici Rai precisano che più che di nomine si è trattato “di spostamenti interni al top management (che è largamente in prevalenza maschile) necessari ad assicurare la continuità della macchina organizzativa”.

IN PARTICOLARE nelle missiva Fuortes e Soldi spiegano che la scelta di Ludovico Di Meo per la guida di San Marino Tv è arrivata a valle di un job posting per il quale sono giunte 14 candidature (solo due donne e una senza i requisiti); che Giuseppe Pasciucco è stato indicato come direttore staff “ritenendo opportuno dare priorità alla focalizzazione sui costi”; Marco Brancadoro, nuovo Cfo, e Giorgio Russo, Pianificazione strategica e Controllo di gestione, sono stati scelti per “le competenze contabili/finanziarie” in ottica di piena operatività e con criterio di crescita interna; Roberto Ferrara è andato a ricoprire la casella vacante dei canoni e beni artistici dopo il licenziamento di Nicola Sinisi.

LA COMUNICAZIONE – Quindi Pierluigi Colantoni, nuovo capo della comunicazione, secondo i vertici Rai era “il candidato maggiormente idoneo in considerazione sia dell’esperienza maturata nell’ambito di riferimento, sia dell’incarico già rivestito di direttore della Direzione Sviluppo Nuovi Formati, le cui attività infatti confluiranno nella Direzione Comunicazione”. Infine la scelta di Stefano Marroni come nuovo capo ufficio stampa, dove Anna Fraschetti è andata in pensione il 17 agosto 2021. Hanno cercato tra i caporedattori fuori line per evitare criticità alle Testate. E alla fine hanno individuato “un professionista di indubbio peso e valore, che vanta anche una precedente esperienza nel mondo della carta stampata e che ha ricoperto in azienda importanti incarichi”. Insomma spostamenti interni al top management ben ponderati dal settimo piano e per le donne manager in Rai (che sono poche) ci sarà tempo.

AMARO IN BOCCA – Nel frattempo questa risposta lascerà un po’ d’amaro in bocca a Barachini. E anche ai molti commissari della Vigilanza Rai che quella lettera l’avrebbero firmata volentieri ma non hanno potuto mancando l’unanimità a San Macuto. In particolare si registrano malumori sul fronte Pd (in pressing sul consigliere Francesca Bria sospettata di eccessivo immobilismo in Sala Orsello). Al Nazareno, a valle delle nomine del cda Rai, si protestò contro una “scelta chiaramente discriminatoria”. I grillini dal canto loro lamentarono “un’anomalia” e Giuseppe Conte in persona si disse “sorpreso”. Il tema della parità di genere in Rai resta (e resterà) sul tavolo della politica. Soprattutto in quegli ambienti dove si racconta siano maturate le nomine di Fuortes e Soldi per il nuovo vertice del servizio pubblico. La ricognizione in Viale Mazzini anche per questo in vista delle prossime nomine sarebbe già partita. E AdgInforma non mancherà di raccontarne gli sviluppi. Un paio di nomine, al Tg1 e a RaiSport, sarebbero già in “forno”…

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