Nomine Rai, Usigrai e Fnsi: spazio alle donne in cda e nel “ticket”

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Presto la Rai avrà un nuovo cda e c’è chi, come le commissioni Pari Opportunità di Fnsi e Usigrai, “si augurano che le scelte rispettino almeno il criterio della parità di genere, sia per il cda che per la scelta delle due figure apicali”. “Sarebbe un segnale importante da parte della prima azienda culturale del Paese, a cui il contratto di servizio chiede il superamento degli stereotipi e la promozione di una cultura rispettosa delle diversità e attenta alla coesione sociale”. Attualmente in cda (composto da sette membri) le donne sono due: Rita Borioni e Beatrice Coletti, entrambe indicate dal Parlamento. Bisognerebbe salire almeno a tre, sembra di capire, avendo cura di assicurare a una di loro un posto da presidente o da amministratore delegato. Anche perché la Rai nella sua lunga storia ha avuto solo quattro presidenti donna (Letizia Moratti, Lucia Annunziata, Anna Maria Tarantola e Monica Maggioni) e solo una volta l’ad (allora chiamato dg) è stato una Lei, Lorenza…

I SINDACATI RAI DIANO IL BUON ESEMPIO AL PALAZZO – Nel frattempo a dare il buon esempio potrebbero essere proprio i sindacati della Rai. Nel 2018, infatti, indicarono solo candidati uomini da far votare in Azienda: Roberto Natale (giornalista candidato dall’Usigrai); Stefano Ciccotti (dirigente candidato dall’Adrai); Gianluca de Matteis Tortora (funzionario candidato da Cgil, Cisl, Uil, e Ugl); Maurizio Fattaccio (candidato da Libersind); Ferdinando Clemenzi (segretario Snap); e Piero Pellegrino (Segretario Snater). Candidature al maschile, insomma, e anche poco fortunate visto che alla fine la spuntò un altro uomo: Riccardo Laganà, tecnico di produzione e fondatore di IndigneRai. Presto i sindacati dell’azienda proveranno di nuovo a concertare un candidato per il cda, cosa che la scorsa volta, come è evidente, non riuscì. Chissà se una donna potrà metterli finalmente tutti d’accordo… Chi invece non dovrebbe avere dubbi in proposito è il premier Mario Draghi. Se dovesse essere lui a giocare la “partita” delle nomine in prima persona non c’è dubbio che o il nuovo presidente o il nuovo amministratore delegato della Rai sarà una donna…

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