Nozze d’oro al Manifesto. Il quotidiano comunista festeggia 50 anni d’unione con i suoi lettori

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“Quattro pagine che da oggi non sono più un’idea ma una realtà esposta al giudizio di tutti”. Scriveva così Luigi Pintor, primo direttore del Manifesto, il 28 aprile 1971, nell’editoriale con cui inaugurava la prima edizione del giornale comunista che, da rivista politica mensile, si trasformava in quotidiano. Da quel giorno sono passati esattamente 50 anni. Mezzo secolo di vita, una storia lunga, a tratti travagliata, ma che continua ancora oggi riuscendo persino a sopravvivere al Partito comunista di cui era nato come espressione della componente più “di sinistra”.

Una storia talmente complicata che l’attuale direttore, Norma Rangeri, nel suo editoriale definisce un “miracolo laico” l’essere arrivati fino ad oggi. “L’esistenza de il Manifesto – spiega Rangeri – è segnata da momenti duri, difficili, perfino traumatici”. “Non una, ma più volte, siamo stati sul punto di chiudere definitivamente la nostra avventura – continua il direttore -. Cinquant’anni fa nessuno mai avrebbe immaginato che la grande corazzata del Pci sarebbe sprofondata e il fragile vascello del manifesto gli sarebbe sopravvissuto”.

Le iniziative per il 50simo – Per festeggiare un traguardo così importante Il manifesto è uscito stamattina in edicola con un numero speciale e una serie di iniziative dedicate ai lettori, con contenuti, inserti e novità che accompagneranno il quotidiano comunista fino a fine anno.

Chi ha comprato oggi il quotidiano in edicola ha trovato il Manifesto con una testata celebrativa per un numero da collezionare, composto da oltre 40 pagine ricche di interventi di firme del giornalismo, della cultura e del cinema e delle istituzioni. Insieme al quotidiano i lettori hanno trovato un supplemento speciale di 96 pagine dedicato agli anni Settanta, il primo di una serie di “album” che ripercorreranno il mezzo secolo raccontato dalla redazione del Manifesto. E come se non bastasse a completare la “mazzetta” di oggi un altro speciale intitolato “28 aprile 1971 – 28 aprile 2021. La manifesta è qui” con i contributi di Luciana Castellina e, nelle pagine a seguire gli interventi, fra gli altri, di don Ciotti, Mario Martone, Luciano Canfora. E ancora, giornaliste e giornalisti, politici italiani e internazionali, attivisti, artisti.

Ma le iniziative per il cinquantenario non finiscono oggi. Sul sito web, per tutta la settimana i contenuti saranno fruibili da chiunque senza limiti di accesso. Si potranno così vedere gratuitamente la carrellata di prime pagine storiche del quotidiano, gli interventi e i messaggi di auguri arrivati alla redazione. Prevista anche una linea telefonica dedicata agli auguri dei lettori, uno spot televisivo (per la prima volta nella storia del giornale) ed uno radiofonico interpretato da Ascanio Celestini. Una vera e propria campagna di comunicazione interamente dedicata ai lettori ribattezzata “#ilmanifesto50. Vi sentiamo tutti”.

Lo spot celebrativo dei cinquant’anni del Manifesto:

I festeggiamenti dureranno fino alla fine del 2021, con gli altri supplementi (a maggio gli Anni Ottanta e poi ogni mese a seguire) tanti inserti tematici nel giornale e il redesign completo del sito e di tutte le piattaforme digitali. Per finire è previsto anche il lancio di un podcast a puntate intitolato “A voce scritta” con letture d’autore (primi interpreti Ascanio Celestini e Alessandra Vanzi) degli editoriali che hanno fatto la storia del manifesto.

Gli auguri – Tantissimi gli auguri ricevuti dalla redazione dal mondo istituzionale, quello del giornalismo e della cultura in generale. In primis quelli del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ha scritto una lettera al quotidiano per rivolgere “un saluto augurale al Manifesto per il traguardo dei cinquant’anni di vita”. Mattarella nel suo messaggio ha ricordato come “il Manifesto ha sempre saputo rappresentare il punto di vista originale di una minoranza combattiva e ben caratterizzata a sinistra, capace di confrontarsi con le altre componenti culturali del Paese, proponendosi come voce libera, autorevole e rispettata del panorama politico nazionale.

Alla redazione sono arrivati anche “gli auguri più sinceri” della terza carica dello Stato, il presidente della Camera, Roberto Fico. “Accanto a uno sguardo sempre aperto sul mondo – ha dichiarato – c’è stato quello mai distratto sulle diseguaglianze con l’incessante impegno di denunciarle e combatterle. Un impegno che come cittadino, e oggi anche come presidente della Camera, non mi ha mai lasciato indifferente”.

L’augurio di “poter soffiare su molte altre candeline ancora” è arrivato anche dal sindacato unitario dei giornalisti, la Federazione nazionale della stampa, che ha auspicato che il giornale comunista possa “continuare a lungo a raccontare il mondo a quella comunità dalla parte del torto che ha fin qui accompagnato e sostenuto il giornale”.

“I più sentiti auguri di buon compleanno” sono stati rivolti anche dal presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna e da tutto il Consiglio “con l’auspicio che possa continuare a far sentire la sua voce anche negli anni a venire”.

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