Odg: anche Puglia e Toscana chiedono i vaccini per i giornalisti

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Si allunga di altri due richiedenti l’elenco degli Ordini regionali che sollecitano l’inserimento dei giornalisti tra le categorie professionali da considerare prioritarie nel piano vaccinale.

Oggi è stato il turno dell’Ordine dei giornalisti della Puglia che ha chiesto alla Regione Puglia di valutare l’opportunità appunto di inserire gli operatori dell’informazione nel piano regionale per la vaccinazione. Nella lettera inviata dal Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Puglia, Piero Ricci all’Assessore alla Salute della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco, si evidenzia come “dopo il piano vaccinale che ha coinvolto il personale sanitario, il personale scolastico e la popolazione di cittadini ultraottantenni, e inconsiderazione del coinvolgimento in corso di altre categorie professionali, non sia il caso di prevedere la possibilità di una campagna vaccinale per i giornalisti secondo tempi e modalità da concordare”. Un incontro tra i rappresentanti dell’Ordine e l’assessore alla Salute per individuare le procedure per garantire la copertura vaccinale a partire dai giornalisti impegnati sul campo, in prima linea, nell’esercizio del diritto di informare  è possibile che possa svolgersi già la prossima settimana. “Sin dall’inizio della pandemia – ricorda il presidente Ricci – i giornalisti hanno garantito il diritto dei cittadini ad essere informati, pur nell’ambito delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, sull’andamento della pandemia e sono stati uno strumento fondamentale per la conoscenza responsabile delle regole di comportamento. Un servizio essenziale svolto da molti colleghi in prima linea nonostante il rischio di contagio, spesso per arginare campagne di disinformazione”.

Dello stesso tenore la lettera inviata nei giorni scorsi dall’Ordine dei giornalisti della Toscana al presidente della Regione, Eugenio Giani e all’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini. Stessa richiesta: “avviare un percorso preferenziale per i giornalisti riguardo alla vaccinazione anti-Covid”. Tutto ciò in seguito alle “numerose sollecitazioni fatte da colleghi impegnati ogni giorno nella copertura di notizie, costretti loro malgrado anche a lavorare in condizioni di non sufficiente distanziamento” durante iniziative pubbliche ‘in presenza’.